Il mio Zooplancton al microscopio 30/06/18

Il mio Zooplancton al microscopio 30/06/18

Alcune fotografie al microscopio dello zooplancton marino che allevo per i miei acquari, ma anche per queste osservazioni e per assistere all’evolversi di una comunità microscopica in un barattolo.

Lo zooplancton attuale è composto da copepodi calanoidi (new entry), copepodi arpacticoidi, rotiferi Brachionus plicatilis e ciliati Euplotes.

I copepodi li ho presentati in altri articoli e sulla pagina facebook, quindi ora lascio spazio ai rotiferi e ai protozoi ciliati.

Il rotifero Brachionus plicatilis

I rotiferi Brachionus plicatilis appartengono alla famiglia Brachionidae e alla classe dei monogononta. Hanno una aspetto rotondeggiante, a sacco, e raggiungono dimensioni importanti per essere dei rotiferi. Sono, infatti, visibili anche a occhio nudo come punti bianchi semi trasparenti in sospensione. Talvolta aderiscono alle superfici del barattolo di coltura, formando un tappeto biancastro. Questo avviene soprattutto se in tale punto vi è un buon movimento dell’acqua, quindi un sufficiente ricircolo di particelle alimentari.

Rotifero Brachionus plicatilis 

Osservando la foto si possono notare a sinistra delle estremità sfocate, ciò è dovuto alla presenza di ciglia in rapido movimento. Queste sono fissate su delle “ruote”, da cui il nome rotifero, e servono a generare una flusso di acqua utile alla cattura di particelle sospese. Come si può intuire dal colorito verde al centro dell’animale, gli ultimi pasti sono stati a base di alghe verdi, in particolare Nannochloropsis. So che si tratta di queste alghe soltanto perchè le ho fornite personalmente: al microscopio sarebbe quasi impossibile stabilire che specie siano. Ciò è dovuto allo stato in cui sono ridotte: i rotiferi rompono, sminuzzano le membrane cellulari e producono una poltiglia delle loro prede. Lo fanno con una apposita struttura, il mastax.

Al centro, in bianco, il mastax di un Brachionus

Il mastax è costituito dalla parte bianca centrale in foto e funge da mascella trituratrice.

I ciliati Euplotes

L’altro componente, insivibile, del mio zooplancton è rappresentato dai ciliati spirotrichi, probabilmente Euplotes charon.

Questi ciliati sono molto vivaci e sempre in movimento. Non aderiscono ai substrati, ma se incontrano un filo possono arrampicarcisi. Si nutrono di qualunque detrito di piccole dimensioni, sia particolato che da “rosicchiare” qualora presente in minuti aggregati in decomposizione.

 

CIliati attirati dall’espulsione di materiale dal rotifero.

Tre ciliati Euplotes da vicino

Il rapporto numerico tra rotiferi e ciliati è di circa 1 a 10 fino a 1 a 20.  I copepodi, invece, sono nettamente meno numerosi in rapporto, forse 1 copepode ogni 100, ma forse molti più, rotiferi.

Per qualunque altra curiosità, il mio indirizzo email è info@matteorancan.com e questa è la mia pagina facebook.

L’elenco di tutti i serpenti da terrario

L’elenco di tutti i serpenti da terrario

Ho pubblicato l’elenco di tutti i serpenti da terrario presenti in Italia. Questa lista sistematica include le specie di serpenti allevate o comunque reperibili nel commercio terraristico italiano.

L’elenco di tutti i serpenti da terrario è disponibile a questo indirizzo:

SISTEMATICA DEI SERPENTI DA TERRARIO

La terraristica e l’allevamento dei serpenti da terrario è un settore in continua evoluzione, pertanto questo elenco sarà regolarmente aggiornato anche grazie alle segnalazioni di appassionati di serpenti, i quali possono contattarmi a info@matteorancan.com

Elenco di tutti i serpenti da terrario in Italia

Lista dei serpenti da terrario –> Sistematica dei serpenti da terrario

 

Radiografia a una Thamnophis sirtalis

Radiografia a una Thamnophis sirtalis

Radiografia ad un serpente – Thamnophis sirtalis parietalis

Oggi una delle mie femmine di Thamnophis sirtalis parietalis, livrea canadese, ha avuto una radiografia.

Circa 2-3 settimane orsono è stata accoppiata con un maschio della stessa locality. Data la giovane età di entrambi non nutro grandi speranze sia andato a buon fine, ma aggiornerò sicuramente il blog su eventuali sviluppi.

Nel mentre questa radiografia e le prossime dovrebbero testimoniare, se ci sarà, lo sviluppo degli embrioni e i mutamenti del volume corporeo con la possibilità di misurazioni precise.

 

Radiografia a Thamnophis, misure dei massimi

Boccia Acquario mediteranneo con isopodi

Boccia Acquario marino mediteranneo con isopodi

Un nano acquario marino mediterraneo può ospitare delle specie interessanti, come in questo caso dove i protagonisti sono dei colorati isopodi mediterranei del genere Lekanesphaera.

Boccia acquario marino mediterraneo con isopodi e alghe

Anche un contenitore piccolo come una boccia può diventare un microcosmo capace di ospitare diverse forme di vita piacevoli da osservare nelle loro attività.

Questo nano acquario marino è tuttavia un’eccezione singolare: non è presente alcun tipo di movimento e la struttura della rocciata è tale da emergere. Per le esigenze della fauna principale, è quasi indispensabile un appiglio per poter uscire dall’acqua periodicamente. Riguardo alla corrente, si potrebbe tranquillamente generare, ma qui ho preferito evitare per poter osservare quali organismi sviluppano meglio in queste condizioni particolari.

Le rocce porose, note anche come rocce vive, si sono presto popolate di alghe coralline, piccoli spirografi e vari organismi incrostanti.

Nelle ultimissime settimane, complice, penso, l’innalzamento delle temperature sui 24-26°C, sono accresciute delle colonie di cianobatteri per il momento abbastanza circoscritte e non invasive. Le macroalghe inserite appositamente all’avvio si sono sviluppate più che bene e si presentano vitali e dai colori brillanti.

Gli isopodi appaiono in salute e alcune femmine adulte sembrano nuovamente cariche di uova. Altri organismi animali rinvenuti sono un trio di anemoni di vetro di medio-piccole dimensioni. Nonostante la loro natura predatrice, per ora non arrecano disturbo agli isopodi Lekanesphaera e probabilmente si nutrono di particolato e piccolo zooplancton certamente presente.

Al prossimo aggiornamento!

 

 

Rotifera: confronto corona ritirata/estroflessa

Corona di rotifero bdelloidea

I rotiferi si nutrono di particelle microscopiche in sospensione, alghe unicellulari o coloniali, detrito in genere, alcuni batteri e lieviti. Per alimentarsi in maniera efficiente utilizzano una struttura specializzata chiamata corona la quale, sfruttando il moto delle ciglia di cui è munita, genera un flusso d’acqua che intrappola le prede. In queste due immagini a confronto di rotifero bdelloidea si può notare la corona ritirata e successivamente estroflessa.

Rotifero bdelloidea con corona estroflessa

Rotifero bdelloidea con corana ritirata

Osservazione al microscopio della comunità bentonica tra alghe marine in acquario 24/06

Osservazione al microscopio della comunità bentonica tra alghe marine in acquario 24/06

– Una raccolta di immagini e video dei microrganismi viventi tra le alghe di un acquario marino tropicale. L’osservazione al microscopio si è svolta il 24 giugno 2018.

Negli acquari marini possono crescere diverse specie di alghe che sono spesso considerate un elemento negativo. In effetti, alcune specie proliferano in risposta a condizioni disequilibrate dell’acquario, spesso in presenza di abbondanti risorse nutritive. Altre alghe, tuttavia, possono essere molto utili per aumentare la biodiversità in acquario. Generi dai colori vivaci e carichi e a crescita ramificata sono meno antiestetiche di altre considerate infestanti e rappresentano sicuramente un valore aggiunto.

Le matasse algali di partenza sono state ottenute con una illuminazione specifica a bassa temperatura di colore (6000-6500 K).

La velocità di crescita di queste alghe è variabile, ma nel complesso più contenute rispetto a specie più frequentemente rinvenute in acquario. Nell’immagine si vedono matasse formatesi nelle ultime 4-5 settimane, in particolare le alghe rosse sono meno recenti di quelle verdi.

 

 

 

 

I campioni prelevati per l’osservazione al microscopio sono i seguenti. E’ sufficiente un piccolo ciuffo di alghe per poter ammirare numerose specie di microorganismi.

 

Due campioni di alghe da osservare al microscopio

In questo caso ho prelevato un ciuffo dalla matassa più vecchia, la rossa, ed un altro in quella più giovane. Così facendo si possono confrontare due microambienti differenti a diversi stadi di arricchimento di biodiversità.

Alghe, spore e qualche ciliato

Alghe, spore e qualche ciliato

Alghe, spore e qualche ciliato

Galleria video al microscopio 24/06

In questo video al microscopio si possono notare filamenti di alghe senza particolare colonizzazione da parte di altri microrganismi. Queste sono, infatti, alghe giovani, cresciute solo nelle ultime 1-2 settimane.

In questi successivi video, invece, la presenza di altri organismi si fa sempre più evidente, in quanto le matasse di alghe sono più vecchie e meglio colonizzate.

Infine una creatura un po’ più particolare, un probabile acaro acquatico:

Altre fotografie al microscopio

Quello che sembra essere un acaro

Al centro, una esuvia 

Ogni filamento di alga è un supporto per altri microrganismi

Dettaglio 400x

 

Fotografie e filmati sono conclusi, alla prossima osservazione 😀

 

Squamata 2018 – resoconto

Squamata 2018

Squamata è una mostra mercato di animali esotici che si svolge a Ozzano dell’Emilia (BO) ogni anno. L’edizione 2018 è avvenuta domenica 17 giugno.

Nonostante le piccole dimensioni, questa fiera merita davvero e credo abbia valso la pena delle 2 ore di andata e altrettante di ritorno. Ho potuto trovare esemplari degni di nota e ho apprezzato la diversità di specie presenti, così come le buone proporzioni  tra serpenti, sauri, insetti e altri artropodi.

Per gli appassionati acquariofili, come al solito non vi erano molti banchi, ma sicuramenti interessante quello di Luca Alvisi con i suoi gamberetti.

Ecco qualche fotografia:

Squamata 2018 – singolo padiglione

 

Sauri particolari a Squamata 2018

Un po’ di coltura a Squamata 2018

I sempre più diffusi aracnidi e miriapodi a Squamata 2018

Geco in dettaglio a Squamata 2018

Splendido geco a Squamata 2018

Bizzarra presenza di erpetofauna autoctona di Italia ed Europa in vendita a Squamata 2018

Bizzarra presenza di erpetofauna autoctona di Italia ed Europa in vendita a Squamata 2018

Onnipresenti pitoni morph a Squamata 2018

Onnipresenti pitoni morph a Squamata 2018

Vari rettili a Squamata 2018

A Squamata 2018 non mancavano i ragni salticidi

SQUAMATA 2018 !

A Squamata tornerò sicuramente anche per l’edizione 2019 e consiglio altrettanto a qualunque appassionato erpetofilo.

Lekanesphaera, l’isopode mediterraneo in allevamento

Lekanesphaera, l’isopode mediterraneo in allevamento

Lekanesphaera sp

In acquariofilia e terraristica sono note innumerevoli specie di isopodi.

Negli acquari si possono, sebbene raramente, rinvenire gli Asellus aquaticus. Nei terrari invece questo ordine di crostacei è sicuramente più famoso: sono gli animali spazzini più gettonati.

A volte vengono addirittura allevati in mini terrari dedicati, per apprezzare le splendide livree di alcuni generi.

Gli isopodi che ho cominciato ad allevare sono invece quasi totalmente sconosciuti e non ho ancora trovato altri allevatori. Parlo dei Lekanesphaera, un genere di isopodi marini mediterranei dalle particolari abitudini anfibie.

I primi esemplari, capostipiti dell’attuale colonia, li ho reperiti nel mar Mediterraneo, alto Adriatico.

Per il loro allevamento mi sono munito di piccoli contenitori dove inserire acqua marina e rocce vive in parte emerse. Per l’alimentazione, sembra per ora siano spazzini e accettano tranquillamente il mangime secco che mi autoproduco.

Grande varietà cromatica

Un video direttamente alla mia pagina facebook, Matteo Rancan Page.

Boccia per isopodi mediterranei dalle abitudini anfibie.Si notino i numerosissimi piccoli nati negli scorsi giorni.

Pubblicato da Matteo Rancan Page su Lunedì 4 giugno 2018

 

[VIDEO] Comunità di ciliati e piccoli animali tra le alghe di un acquario marino

Comunità di ciliati e piccoli animali tra le alghe di un acquario marino

Osservazione al microscopio della comunità di microrganismi ciliati e altri piccoli animali che popola i ciuffi di alghe presenti negli acquari marini.

In particolare si possono notare ciliati detrivori e, verso la fine del video, un platelminta.

Esperienza avvio alternativo acquario marino “Phyto Acquario”

Esperienza avvio alternativo acquario marino “Phyto Acquario”

Resoconto di un’esperienza di avvio alternativo di un acquario marino

Questo metodo alternativo per l’avvio dell’acquario consiste nell’utilizzare un alto quantitativo di fitoplancton (e zooplancton) fin dal riempimento della vasca.

La funzione del fitoplancton concentrato riguarda l’assorbimento delle sostanze di scarto provenienti dai pesci o liberate da sostanze in decomposizione, contemporaneamente costituisce l’alimentazione di numerosi organismi sulle rocce e sul DSB.

I principali punti a favore che ho potuto constatare in questa esperienza sono la notevole crescita degli organismi tra le rocce, copepodi e micro detrivori; la concentrazione di composti azotati sempre molto bassa. Contro vi è la scarsa visibilità per gli 1-2 mesi in cui si mantiene l’acqua verde.

Come ho gestito l’acquario nell’avvio

Pochi giorni dopo il riempimento della vasca di 200 litri ho introdotto 3 lt di fitoplancton e 1 di zooplancton. Dopo 1 settimana ho collegato un refugium e inseriti altri 5 litri di fitoplancton e 2 di zooplancton. Nell’arco delle due settimane seguenti sono giunto ad un totale di inserimento di circa 12-13 lt di fitoplancton e 4-5 lt di zooplancton.

La luce meno fredda di quella tradizionale marina (6500 K) direzionata vicino il getto delle pompe ha permesso una buona illuminazione delle cellule passanti ed una relativa crescita.

Alcune immagini:

Primissimi giorni, con una sola somministrazione di plancton

Aumentate le somministrazioni e collegati gli altri acquari

Aumentati gli animali presenti, nessuna ulteriore integrazione di plancton, aumento illuminazione

 

Seguono alcuni degli organismi planctonici e bentonici cresciuti rapidamente grazie a queste particolari condizioni:

 

 

 

In questo preciso caso, questo metodo di avvio ha dato buoni risultati. Nelle prime settimane l’acqua è rimasta verde, successivamente ho proceduto con l’attivazione di uno skimmer, cambio d’acqua, modifica dell’illuminazione e inserimento di solo zooplancton. L’acqua in alcuni giorni è tornata limpida, ma sono rimasti vari organismi utili che avrebbe probabilmente impiegato mesi o più per crescere così bene.

Se qualcuno volesse provare, consapevole del rischio che non funzioni o funzioni in modo indesiderato, mi scriva pure a info@matteorancan.com per raccontarmi come è andata e pareri a riguardo.