Boccia per gasteropodi

Boccia per gasteropodi 

Barattoli e bocce possono ospitare una colonia di piccole chiocciole d’acqua dolce. La ridotta massa d’acqua rende meno stabili i parametri ambientali, è quindi necessario allestire e gestire il barattolo con una certa attenzione, perlomeno nella fase iniziale. Dopo qualche mese tende a crearsi un buono e duraturo equilibrio.

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La primavera è probabilmente la stagione migliore per avviare i micro acquari naturali.
​La luce del sole dovrebbe illuminare per almeno due o tre ore al giorno il barattolo o parte di esso. La luce diretta tende a scaldare l’acqua, tuttavia per periodi di tempo limitati non si raggiungono temperature proibitive: nel dubbio si deve misurare la temperatura nel momento più caldo della giornata, per verificare se effettivamente vi è un surriscaldamento eccessivo. Un valore massimo di 30-32°C è ben tollerato dalla maggior parte dei gasteropodi più comuni, e numerose specie resistono a minime di 4-5°C. Raramente in ambiente domestico la temperature risulta un problema. 
L’acqua con cui riempire il barattolo può essere presa dal rubinetto, da acquari preesistenti o in natura. Nell’ultimo caso è probabile che, assieme al liquido, arrivino in vasca organismi selvatici. Varie specie sopravvivono e possono essere interessanti da osservare.​ L’acqua degli stagni è spesso ricca di piccoli crostacei e larve di insetto. E’ abbastanza facile reperire copepodi, ostracodi e larve di zanzara (culicide). 

 

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Nel fondo del recipiente si inseriscono materiali porosi come lapillo, pozzolana, altre rocce laviche e un sottile strato di sabbia. Quest’ultima può essere calcarea.
I pori delle pietre fungono da supporto per batteri, funghi e altri microorganismi utili per l’equilibrio del piccolo ambiente. Con il tempo si accumulano residui organici i quali vengono decomposti proprio dai microorganismi appena menzionati, ridotti a composti inorganici rientrano nel ciclo della materia: vengono consumati da alghe e piante, dunque queste dai gasteropodi che rilasciano altri scarti.   
Dall’inserimento dei primi animali i residui andranno accumulandosi per un numero variabile di settimane. Da un certo momento, se i microorganismi degradatori arrivano a pieno regime riescono a smaltire con regolarità gli scarti in maniera proporzionata alla loro produzione o, addirittura, più efficientemente. In questo ultimo caso, il substrato appare simile alla sabbia e pietre inizialmente inserite, tranne per eventuali variazioni di colore. 
Dal riempimento della boccia o barattolo i primi segni evidenti della presenza di organismi vitali si possono riscontrare dopo pochi giorni o alcune settimane. A seconda del metodo di avvio e conduzione, la tipologia di organismi varia, allo stesso modo tempi e manifestazioni differiscono.
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 Metodo ad alghe – Oedogonium capillare

Questo metodo prevede l’utilizzo di un barattolo tra tra 2 e 10 litri circa.

L’esposizione alla luce solare diretta, con l’accortezza del monitoraggio della temperatura, dovrebbe essere di circa 2-4 ore al giorno.

Le alghe del genere Oedogonium attechiscono inizialmente sugli oggetti con superficie ruvida, probabilmente perchè costituiscono un supporto più stabile.

Dopo 3 – 6 settimane dall’avvio le alghe ricoprono irregolarmente i bordi in vetro o plastica del barattolo. La presenza di alghe puntiformi (Chlorococcum) rende la superficie originariamente liscia più intaccabile.
Le alghe filamentose possono crescere a groviglio o a filamenti ordinati a seconda della specie. In alcuni casi crescono alghe di genere diverso ma all’apparenza di forma filamentosa, ad esempio le Rhodophyta​ (staghorn) e le Crispata.

Dopo 2 – 4 mesi si assiste ad una vera e propria competizione tra le specie di alghe differenti. La rapidità con cui si espandono dipende oltre che da luce e temperatura anche dalla disponibile di nutrienti chimici, perlopiù il risultato della decomposizione degli scarti dei gasteropodi.

I gasteropodi adatti a questo metodo si considerano i generi Physa, Radix, Planorbis e Acroloxus. 
Il primo inserimento può consistere in 2-4 esemplari per le capienze minori, fino a 20-25 esemplari per i barattoli più grandi. L’introduzione di un numero troppo elevato di gasteropodi può comportare squilibri tra la disponibilita di nutrimento e il loro fabbisogno. 

 

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