Anguillola dell’aceto o Turbatrix aceti: cibo vivo per avannotti, coltura, alimentazione, riproduzione e usi

Anguillola dell’aceto o Turbatrix aceti: cibo vivo per avannotti, coltura, alimentazione, riproduzione e usi

 

L’anguillola dell’aceto o Turbatrix aceti è un piccolo verme utilizzato come cibo vivo per avannotti di molte specie di pesci. In acquariofilia è apprezzata per la facilità con cui si alleva e per la durevolezza della colture. 

 

1. Anguillola dell’aceto nella sistematica

 

Le anguillole dell’aceto appartengono alla specie Turbatrix aceti e al phylum dei nematodi o vermi cilindrici, come è possibile osservare con una lente o un microscopio. 

Condividono la famiglia con i microworms (Panagrellus spp), entrambi membri dei Panagrolaimidae.

 

2. Caratteristiche dell’anguillola dell’aceto

 

Le anguillole dell’aceto sono nematodi lunghi fino a 2000 micron e con un diametro di 30-50 micron, in altre unità di misura 2 mm * 0,05 mm. 

Non sono parassiti bensì micro-predatori di batteri viventi nell’aceto. Si possono rinvenire nella produzione artigianale dell’aceto, e fino ad alcuni anni fa anche in quello commerciale. Ora l’aceto in commercio ne è esente per legge, ma comunque non vi sono evidenze a confermare la pericolosità delle anguillole per l’uomo.

 

3. Coltura dell’anguillula dell’aceto si svolge in un pabulum liquido.

Il pabulum si definisce come l’ambiente, incluso il nutrimento, in cui vivono per esempio certe colonie batteriche. Il metodo d’allevamento di Turbatrix aceti non è molto diverso: è necessario predisporre un contenitore riempito di una miscela di acqua e aceto, al fine di ricreare un microcosmo idoneo alla proliferazione di quei batteri o lieviti successivamente predati dalle anguillole. 

Il pabulum si può comporre con:

  • aceto di mele
  • acqua

In rapporto di circa il 50%. La presenza dell’aceto tende a far aumentare la concentrazione di esemplari di anguillola, mentre quelle di acqua riduce l’odore emanato. 

In mancanza di aceto di mele si può ricorrere all’aceto di vino, dunque la coltura va arricchita con fette di mela e/o zucchero. Queste ultime integrazione si aggiungono anche se si usa aceto di mele.

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3.1 Avviare la coltura: lo starter o inoculo di anguillola dell’aceto

 

Dopo aver preparato l’ambiente idoneo è preferibile aspettare qualche giorno affinchè i batteri crescano abbastanza da resistere alla pressione predatoria esercitata in seguito dai nematodi.

Per reperire uno starter/inoculo oppure una colonia già pronta di anguillole vi sono i contatti a fine pagina.

 

3.2 Temperatura, odore e durata della colonia

 

Le anguillole possono vivere anche a bassissime temperature, si può dire finchè il liquido non ghiaccia. Un’occhio di riguardo per i valori massimi di temperatura: le Turbatrix sono tolleranti, ma l’odore prodotto da aceto caldo zeppo di batteri in grande attività di decomposizione non è sempre sopportabile, soprattutto se la colonia è tenuta in casa.

Come ridurre l’odore:

  • mantenere la colonia a temperatura media-bassa (15-20°C) 
  • aumentare la quantità d’acqua, senza esagerare, in rapporto con l’aceto
  • applicare un “tappo” con solo quale piccolo foro.

 

Una colonia può durare oltre 6-10 mesi a seconda della temperatura a cui viene tenuta. Quando la concentrazione di anguillole cala oppure la colorazione varia significativamente è bene rinnovarla.

 

 3.3 L’alimentazione della anguillole

Se non fosse già chiaro, sottolineo che il nutrimento delle anguillole proviene interamente dai batteri/lieviti naturalmente presenti con aceto, zucchero o mele. Non è necessario integrare alcun mangime o composto. 

 

3.4 Manutenzione della coltura di anguillola dell’aceto

 

Non è necessaria particolare manutenzione della coltura di anguillole. Se il liquido dovesse evaporare notevolmente oppure il livello scende in seguito alle somministrazioni si può rabboccare con miscela di acqua e aceto. Eventualmente una volta solo acqua, un’altra solo aceto: non serve una precisione assoluta, ricordo che sono animali adattabili.

 

4. Somministrazione di anguillole agli avannotti – target di utilizzo

 

Le anguillole si utilizzano perlopiù con avannotti o pesci davvero piccoli o giovani. Il loro modo di muoversi li e stimola ad alimentarsi.

 

Per somministrare le anguillole si procede aspirandole dalla coltura con una pipetta o siringa. Se si preferisce rimuovere il liquido in cui sono immerse si impiega un setaccio da 20-30 micron. La miscela separata si può reinserire nella coltura oppure gettarla ed effettuare il rabbocco con della nuova.

Normalmente non vi sono problemi se non si usa il setaccio, chiaramente è bene non esagerare con la quantità di aceto inserita in acquario, soprattutto se questo consiste in una piccola vasca per avannotti.

 

5. Conclusioni

 

Le anguillole dell’aceto costituiscono un cibo vivo per pesci d’acquario facile da produrre e utilizzare. Le Turbatrix sono resistenti e prolifiche, oltre a vantare buoni valori nutritivi: sul secco il 40% consiste in proteine, mentre >15% in grassi.

 

Per qualunque altra informazione sulle anguillole dell’aceto o per reperire uno starter mi si può scrivere a info@matteorancan.com

 

 

 


 

 

 

 

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