Macropodus opercularis

Macropodus opercularis

Macropodus opercularis o pesce del paradiso è una delle prime specie ad essere state allevate per scopi ornamentali. Fu importato grazie ad un soldato di nome Gerault nell’anno 1869.  E’ un pesce robusto e adattabile: si può allevare sia in acquario che in laghetto in un ampia fascia di valori chimico/fisici.

Cenni generali

Nomenclatura: Macropodus opercularis, pesce del paradiso.
Dimensioni: circa 7-8 cm
Longevità: oltre 5 anni.
Altro: dispone di un organo detto labirinto con il quale respira direttamente aria atmosferica. Ciò rappresenta un grande vantaggio: il Macropodus resiste anche in ambienti poveri di ossigeno o con sostanze inquinanti che rendono difficoltosa la respirazione di un comune organismo acquatico.

Distribuzione geografica e habitat

Il pesce del paradiso proviene dall’Asia orientale. E’ presente in Cina sud occidentale, nord del Vietnam, Corea e Taiwan. Si rinviene in numerosi ambienti anche piuttosto diversi tra loro: fiumi d’acqua nera, piccoli ruscelli, stagni, foreste allagate, risaie, torrenti e laghetti.

Acquario e valori dell’acqua

Questa specie è piuttosto robusta e adattabile. In natura abita regioni abbastanza fredde in inverno, tanto che anche in buona parte d’Italia i Macropodus possono passare tutto l’anno all’aperto. Idealmente la temperatura non dovrebbe scendere sotto gli 8-12°C, mentre in acquario si puà mantenere tranquillamente sopra i 18-20°C in tutti i mesi. Temperature sempre alte accorciano un poco il ciclo vitale, mentre pause invernali al fresco lo allungano.
L’allestimento dell’acquario dovrebbe tener conto del numero di esemplari: un solo soggetto si può mantenere nei più svariati allestimenti: acquari ricchi di piante, oppure con molti legni, o ancora spogli e con sole piante galleggianti. Se invece si desidera allevare più soggetti assieme, la creazione di barriere visive e rifugi diventa importante.

Comportamento

I Macropodus sono pesci piuttosto aggressivi e territoriali. In vasche di piccole dimensioni non andrebbero tenuti più maschi assieme, al contrario è possibile la formazione di un harem composto da un maschio e tre o quattro femmine. La convivenza abbastanza pacifica di più harem nella stessa vasca è possibile solo in laghetti o acquari molto spaziosi; bisogna anche considerare che tra loro i membri dello stesso mantengono una certa aggressività.

In natura il Macropodus è simpatrico con numerosissime specie, in quanto abita un vasto areale geografico. In cattività, dove gli ambienti sono ristretti e la possibilità di fuga è drasticamente ridotta è bene scegliere tra le eventuali specie da abbinare quelle non troppo piccole e sopratutto agili nel nuoto. Il pesce paradiso viene talvolta introdotto con pesci di medio grandi dimensioni come carpe e carassi. La convivenza è senz’altro possibile, ma a meno di disporre di vasche capienti e quindi di una bassa densità di animali è bene evitare di tenerlo assieme ad esemplari selezionati con lunghi pinnaggi. Diventerebbero probabilmente bersagli e verrebbero morsi con frequenza.
Piuttosto pacifica è la convivenza con grossi cobiti: Misgurnus anguillicaudatus è tra i più gettonati. Tra i pesci da banco segnalo Tanychthys albonubes, Puntius semifasciolatus e Pethia conchonius.​

Alimentazione

Regime: onnivoro, micro predatore. Si nutre cacciando attivamente avannotti e piccoli pesci.
Alimenti: larve di insetto (Chironomidi e Culicidi); lombrichi; piccoli crostacei come gamberetti Neocaridina, Palaemonetes, Gammarus, Asellus; mangime secco.
Frequenza: variabile a seconda della temperatura, si può nutrire i pesce paradiso tutti i giorni in estate e parallelamente al diminuire della temperatura, si riduce quantità e frequenza delle somministrazioni. Sotto gli 8-10°C è bene cessare quest’ultime.

Riproduzione

Dimorfismo: il maschio possiede un pinnaggio leggermente più sviluppato e una colorazione più intensa rispetto alla femmina.
Modalità: oviparo, depone le uova in un nido di bolle, costruito dal maschio.
N° uova: fino 500 unità.
Frequenza: più deposizioni all’anno, concentrate nel periodo più caldo.
Tempo di schiusa: 2-3 gg.
Nutrizione avannotti: i primi giorni si nutrono di microfauna, man mano che crescono accettano piccole Daphnia, Artemia, Cyclops etc.

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