Thamnophis sirtalis

Thamnophis sirtalis, il serpente giarrettiera

Classificazione

Thamnophis sirtalis è un colubride chiamato serpente giarrettiera comune; ne esistono alcune sottospecie:

  • T. s. sirtalis
  • T. s. parietalis
  • T. s. infernalis
  • T. s. concinnus
  • T. s. dorsale
  • T. s. pickeringii
  • T. s. tetrataenia 
  • ​T. s. pallidulus 
  • T. s. semifasciatuse
  • T. s. annectens
  • T. s. fitchi 
  • T. s. similis 
  • T. s. lowei

Morfologia

I serpenti giarrettiera comuni raggiungono una lunghezza di circa 70-100 cm, ma sono noti casi eccezionali di 130-140 cm.

Il peso di un adulto è di circa 100-300 g. La femmina è più grossa del maschio e  durante la gestazione può arrivare a 400 g.
Il peso inoltre è influenzato dal periodo dell’anno: dopo la bruma è sensibilmente minore.

​La livrea varia in base alla sottospecie ed esistono delle differenze a seconda della selezione artificiale in cattività.
Esistono Thamnophis sirtalis albini.
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Thamnophis sirtalis infernalis

Distribuzione geografica

Il serpente giarrettiera comune popola numerose zone umide del nord America.
Generalmente si rinviene nei pressi di ruscelli, stagni o altre raccolte d’acqua dove vivono le prede abituali: pesci e anfibi.​Talvolta i Thamnophis si spingono in ambienti più secchi, purchè riescano a trovare di cui nutrirsi.

I serpenti giarrettiera sono presenti anche nei parchi cittadini e risultano numericamente abbondanti.

Terrario

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Il terrario di questa specie può riprodurre un ambiente simile a quello originario oppure quasi asettico. L’ultima opzione è da preferire quando diventa necessario monitorare animali malati o con qualche altro problema.

L’allestimento naturalistico è basato sull’utilizzo di materiali naturali ed elementi decorativi come legno e foglie.
Il substrato si può comporre con fibra di cocco, aspen, truciolo, foglie secche eccetera.
Non deve essere troppo bagnato, anzi sarebbe meglio fosse asciutto: se il serpente necessita di umidità può immergersi in acqua.
A questo scopo è bene lasciare a  disposizione una grossa ciotola che ne contenga di pulita. Eventualmente è fattibile creare un terracquario con abbondante zona acquatica, purchè quella terrestre sia sufficientemente spaziosa.
Pezzi di corteccia di sughero, scatole plastiche ribaltate ed altri oggetti disposti a mo’ di rifugio sono molto graditi ai Thamnophis sirtalis.

L’illuminazione artificiale non è indispensabile per i serpenti giarrettiera, ma è probabilmente gradita una fonte UV e/o spot. Per il riscaldamento i Thamnophis apprezzano molto anche i tappetini o cavetti riscaldanti da porre sotto la teca; eventualmente si può offrire qualche ora di luce solare, specialmente dopo i pasti, quando il bisogno di calore ed energia per digerire è massimo.

Temperatura e umidità

I serpenti giarrettiera amano l’acqua ma non il terriccio troppo bagnato. Questo, se eccessivamente umido, può comportare problemi alle squame e favorire il proliferare di muffe.

La temperatura si può mantenere generalmente tra 20 e 30°C. All’interno del terrario, se possibile, dovrebbe esserci una zona più calda ed una più fresca in modo che il serpente possa scegliere le condizioni che preferisce.

Durante i mesi invernali gli esemplari sani possono affrontare alcune settimane o mesi con temperature decisamente inferiori, nell’ordine di 10-15°C; in natura, infatti, molte popolazioni di Thamnophis devono superare un periodo relativamente freddo similmente ai colubridi italiani, come la natrice o biscia dal collare.

Bruma

Gli esemplari in salute sono in grado di affrontare un periodo freddo coincidente con la stagione invernale. Prima del forte abbassamento di temperatura è bene tenere a digiuno gli animali, in modo tale che non vi rimanga del cibo indigerito nello stomaco a marcire, favorendo così batteri potenzialmente nocivi.
La bruma non è una fase obbligatoria per i Thamnophis e spesso per non rischiare è meglio evitarla.

Alimentazione

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La dieta naturale del Thamnophis è costituita da pesci, rane, rospi e girini che vengono catturari nelle pozze d’acqua.

Questo serpente può cibarsi anche di lombrichi e piccoli roditori.
Questi ultimi non sono comunque prede abituali della serpe.Alcuni agricoltori affermano di beneficiare della presenza di questi serpenti in quanto sembrano tener sotto controllo le popolazioni di topi che infestano i magazzini di cereali.In cattività i Thamnophis si possono nutrire con:

Piccoli pesci (vivi o surgelati): se provienienti da allevamento personale non dovrebbero trasmettere parassiti; per sicurezza si può procedere con il congelamento.
Tranci di pesce: solitamente di trota o salmone, sono piuttosto apprezzati ma essendo spesso senza lische non sono così ricchi di sali di calcio.
Pollo: le striscioline di pollo in genere non sono risconosciute come cibo poichè non odorano di pesce. E’ sufficiente strofinarle su un pesce per farle odorare come gradisce il serpente e quindi farle accettare. Costituiscono una buona alternativa per variare la dieta.
Topi: di dimensioni pinky o fuzzy risultano alimenti molto nutrienti ma non indispensabili.
Lombrichi: preferibilmente del genere Lumbricus sono apprezzati soprattutto dagli esemplari più giovani. E’ meglio evitare il genere Esisenia che può secernere liquidi anti predatore i quali sembra possano nuocere.
Le prede è bene arricchirle con calcio e vitamina D3 perchè è possibile che il Thamnophis ne soffra la carenza. Occasionalmente si può somministrare anche un complesso polivitaminico, sebbene con una dieta ricca e varia non dovrebbe esservene necessità.

Alcune specie ittiche contengono una sostanza, la tiaminasi, che genera problemi alla serpe per quanto riguarda alcune vitamine. Segue una breve lista di specie sicure o meno.

Pesci sicuri: trota, salmone, latterino, acquadella, poecilide (guppy, Xiphophorus etc) …

Pesci non sicuri: carpa, carassio (pesce rosso), pesce gatto comune, …

Compatibilità

Nel medesimo terrario si possono ospitare più esemplari di serpente giarrettiera.
Non è bene sovraffollare le teche, piuttosto sul piano igienico è preferibile allevare singolarmente i Thamnophis, specialmente nel caso in cui lo spazio non sia abbondante.
E’ assolutamente da evitare la convivenza tra serpenti di specie differenti, mentre non dovrebbe creare problematiche l’associazione di sottospecie diverse.Allo scopo di contrastare la proliferazione di muffe e l’accumulo di rifiuti si possono introdurre nel terrario degli onischi. Si tratta di piccoli crostacei terrestri che si cibano di detrito vario.
Essi non sono comunque sostitutivi della regolare pulizia del fondo.

Veleno

Per molto tempo questa specie è stata considerata non-velenifera. In realtà, studi più recenti confermano la presenza di veleno neurotossico. Ciò non deve preoccupare, poichè i Thamnophis rimangono una specie normalmente innocua per l’uomo.

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