Copepode, rotiferi e ostracode d’acqua dolce [1]

Copepode, rotiferi e ostracode d’acqua dolce [1]

Analisi colture di plancton d’acqua dolce del 15/04/2018.

Rinvenute almeno due specie di rotifero, da aggiungere alle specie ospitate nel mesocosmo – stagno.

Copepode del gruppo cyclops (forse Paracyclops) e, in basso, due rotiferi

Rotiferi

Rotifero Lepadella sp

Ostracode (possibile Eucypris)

Reattore fai-da-te per Zooplancton [1]

Reattore fai-da-te per Zooplancton [1]

Il bioreattore è un contenitore in cui si alleva una certa specie da coltura. In genere dispone di un sistema per il movimento dell’acqua e una fonte di luce.

L'immagine può contenere: bevanda e spazio al chiuso

Bioreattore zooplancton fai da te MRA

Un modo molto semplice per costruire un reattore fai da te consiste nell’utilizzare una bottiglia da 1,5 lt.

Si taglia a circa 5-7 cm dal fondo in modo da ottenere una coppetta che sarà la base di appoggio. Dunque, si fora il tappo della bottiglia e lo si avvita bene ad essa. Nel foro va fatto passare il tubetto per l’aerazione, in genere di diamentro 4 e 6  mm (interno ed esterno). Il foro può avere circa la stessa dimensione, in questo caso per sigillare si deve utilizzare della colla a caldo o equivalenti. Se, invece, si crea un foro più piccolo si dovrebbe riuscire ad incastrare il tubetto tanto da non permettere il passaggio dell’acqua. Conviene sempre se possibile sigillare con la colla a caldo.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Il tubetto deve sporgere dentro la bottiglia solo per un paio di centimetri, mentre dall’altra parte è bene mantenere almeno 50-60 cm disponibili, così da poter arrivare più facilmente all’uscita d’aria.

A questo punto si gira la bottiglia e si inserisce dalla parte del tappo nel fondo tagliato, dunque si aggiunge della sabbia per dare stabilità.

NB: l’estremità del tubetto esterno deve sempre stare sopra il livello dell’acqua, altrimenti questa uscirà da esso per il principio dei vasi comunicanti. Se ciò non fosse possibile è bene utilizzare un valvola di non ritorno.

 

L'immagine può contenere: persone in piedi

 

L'immagine può contenere: bevanda e spazio al chiusoNessun testo alternativo automatico disponibile.

Copepodi harpacticoidi di coltura – galleria 1

Copepodi harpacticoidi di coltura – galleria 1

Fotografie al microscopio di copepodi harpacticoidi di coltura. Trattasi di una delle componenti del plancton mix marino che allevo.

 

Copepode harpacticoide del Plancton Mix MRA

Copepode harpacticoide del Plancton Mix MRA

Plancton Mix MRA

Copepode harpacticoide del Plancton Mix MRA

Inoculo Plancton Mix MRA

Copepode harpacticoide del Plancton Mix MRA e ciliati

Copepode harpacticoide del Plancton Mix MRA

Copepode harpacticoide del Plancton Mix MRA

Uova di copepode harpacticoide

 

Nuovo Gammarus in allevamento: Gammarus oceanicus

Nuovo Gammarus in allevamento: Gammarus oceanicus

Nuovo Gammarus in allevamento

Oltre al Gammarus d’acqua dolce, di torrente, ho iniziato ad allevare i Gammarus oceanicus, una specie di anfipode marino proveniente dalle aree costiere dell’oceano artico. Si tratta di una specie semplice da

mantenere e si riproduce analogamente ai congenerici.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Gammarus oceanicus

 

Il vantaggio dei Gammarus oceanicus risiede nella possibilità di allevarli direttamente in acquario: se non nella vasca principale, sicuramente nel refugium, filtro ad alghe o cripta.

Non sono molto più grandi dei Gammarus di torrente, mentre la colorazione differisce: i Gammarus oceanicus presentano una livrea di due tonalità differenti ben distinte.

Il mio gruppo riproduttivo iniziale conta poco più di una ventina di esemplari e prevedo di portare la colonia a qualcosa meno di mille individui, prima di cominciare le somministrazioni in acquario.

Questi animali costituiscono pasti sostanzioni per molti sclerattinie e polipo grande e, senza dubbio, a numerose specie di pesci marini. Li apprezzano anche le attinie, indistintamente tropicali o mediterranee. Di base non sono diversi dai Gammarus di torrente, ciò che fa la differenza è la tipo di allevamento.

 

 

 

 

 

L'immagine può contenere: 1 persona

Gammarus oceanicus in gruppo

 

Knipowitschia panizzae in acquario

Knipowitschia panizzae in acquario

Knipowitschia panizzae in gruppo. Questi piccoli ghiozzi li ho reperiti in acqua marina e sono con me da qualche mese.

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

Knipowitschia panizzae

È la specie più vorace che abbia tenuto; per il momento i miei esemplari si cibano di gammaridi e vermocane.

Li ospito in un acquario di 40 litri con qualche roccia viva.

 

L'immagine può contenere: pianta e spazio all'aperto

Knipowitschia panizzae

L'immagine può contenere: pianta, spazio all'aperto, acqua e cibo

Knipowitschia panizzae

 

L'immagine può contenere: pianta, spazio all'aperto e acqua

Knipowitschia panizzae acquario

Phytoplankton di MRA

Phytoplankton di MRA

 

L'immagine può contenere: bevanda e spazio al chiuso

Phytoplankton MRA: fito mix e Nannochloropsis

Il phytoplankton, la base delle reti alimentari oceaniche, è rappresentato da piccole cellule algali in sospensione. Di fitoplancton ve ne sono diverse tipologie e nel circuito acquariofilo la coltivazione di alcune ha riscosso molto successo poichè meno esigenti e più idonee di altre: Nannocloropsis, Tetraselmin, Clorella… Le colture pure sono commercialmente piuttosto diffuse e se ne reperiscono ormai in tutti i negozi specializzati oppure su internet.

In coltivazione da me vi sono principalmente Nannocloropsis e colture miste di alghe con cellule di varia grandezza e colore; di seguito qualche fotografia:

Alcune microfotografie delle cellule presenti nelle colture miste, di dimensione compresa tra 2 e 20 micron circa.