Significato sigle WC CF CB LTC

Significato sigle WC CF CB LTC

Nel commercio di animali ornamentali si leggono spesso delle sigle il cui significato non è sempre chiaro ai neofiti del settore. Queste sigle WC, WF, CB, LTC sono importanti da conoscere poichè classificano la tipologia di animale in base alla provenienza: catturato, nato in cattività etc. Il significato di alcune ha talora valore legale quando la specie a cui si associano è, per esempio, in allegato CITES.

WC: wild caught

La sigla WC, per intero wild caught, significa che l’esemplare è stato catturato in natura.

Questi animali sono spesso parassitati e al momento dell’acquisto possono sembrare debilitati in quanto lo stress del viaggio è notevole. Inoltre il comportamento può apparire particolarmente aggressivo oppure timido, poichè non vi è l’abitudine alla condizione di cattività.

CB: captive bred

La sigla CB, per intero captive bred, indica che l’esemplare è nato in un allevamento, solitamente fuori dal territorio di origine della specie. Ad esempio tutti gli animali esotici nati in Italia sono CB.

Gli esemplari CB sono quasi sempre una garanzia. Se l’allevatore tiene correttamente i propri animali, questi saranno sani, esenti da parassiti e in genere di indole più docile in quanto sempre vissuti nell’ambiente captivo.

CF: captive farmed

La sigla CF, per intero captive farmed, si riferisce agli esemplari nati in grandi allevamenti localizzati nel territorio originario della specie. La differenza tra il vero CB e il CF consiste nel modo in cui vengono trattati i genitori. I genitori di esemplari CB si sono riprodotti interamente in cattività, cioè almeno dall’accoppiamento in poi. I genitori dei soggetti CF, invece, sono stati catturati e/o limitati in piccole aree dove si sono riprodotti. La prole viene catturata agevolmente e commercializzata. Nel caso di alcuni pesci e di alcuni serpenti, vengono catturate le femmine cariche di uova feconde o piccoli, rimossi questi e allevati fino a commercializzazione.

LTC: long term captive

La siglia LTC, per intero long term captive, significa che l’esemplare è da lungo tempo in cattività. Non è una sigla ufficiale e viene utilizzata sempre meno.

Wild form

Con wild form si intende un esemplare la cui livrea è sostanzialmente identica a quella selvatica. Si utilizza normalmente in contrapposizione a morph/strain che invece indicano la presenza di una o più mutazioni selezionate artificialmente.

 

Sviluppo embrionale Macropodus opercularis

Sviluppo embrionale Macropodus opercularis

La riproduzione del Macropodus opercularis avviene con la costruzione, da parte del maschio dominante, di un nido di bolle schiumose. Su di esso la femmina vi deposita le uova, di natura galleggianti, e il padre se ne occupa fino alla schiusa.

Lo sviluppo embrionale completo impiega da 2 a 3 giorni in funzione della temperatura. A 25-27°C la schiusa della maggior parte delle uova è avvenuta entro 2 giorni.

A meno di 24 h successivamente alla fecondazione, l’embrione si mostra così:

Riproduzione Macropodus opercularis – sviluppo embrionale

Dopo circa 3 h:

Riproduzione Macropodus opercularis – sviluppo embrionale

Un attesa di 16 h circa porta a questo aspetto:

Riproduzione Macropodus opercularis – sviluppo embrionale

In questa fase è ben osservabile lo scorrimento del sangue nei vasi:

La rottura della membrana iniziale dell’uovo è già avvenuta, ma sono necessarie alcune altre ore affinchè l’ormai avannotto esca completamente.

Riproduzione Macropodus opercularis – sviluppo embrionale

L’avannotti di Macropodus opercularis assobirà il rimanente sacco vitellino nel giro di 1-3 giorni. Dopodichè comincerà a nuotare e cacciare zooplancton.

Per concludere, spesso tra le uova fecondate e sane ve ne sono di infeconde o in cui non è avvenuto con successo lo sviluppo embrionale. L’immagine che segue ritrae un uovo di Macropodus opercularis senza vita e, ormai, attaccato dalle muffe acquatiche.

Uovo infecondo di Macropodus opercularis

CLAM SHRIMPS: primi giorni di vita

CLAM SHRIMPS o gamberetti vongola

I gamberetti vongola sono meglio conosciuti come clam shrimps, il nome inglese sotto cui vengono commercializzati in tutto il mondo.

Sono animali piuttosto insoliti, dall’aspetto e dal ciclo di vita unici. Assomigliano esteriormente ai crostacei ostracodi, in sistematica sono crostacei cladoceri (come le Daphnia) e l’ecologia è simile a quella dei crostacei notostraci / anostraci. Depongono, infatti, uova durevoli e resistenti all’essiccazione.

CLAM SHRIMPS 1-3 giorni

I clam shrimps appaiono per i primi giorni di vita come un qualunque crostaceo di fase naupliare. Ad occhio nudo sono indistinguibili da un più noto nauplio di Artemia.

CLAM SHRIMPS 4-5 giorni

La prima fase di crescita evidente coincide con la formazione di una “proto conchiglia”, non si tratta ancora del guscio a due valve resistenti che caratterizza i clam shrimps, ma al microscopio si può osservare un netto mutamento rispetto alla forma naupliare.

Clam shrimps 4-5 giorni

Clam shrimps 4-5 giorni

 

 

 

MOINA MACROPA finalmente in coltura

MOINA MACROPA finalmente in coltura

La Moina è un piccolo crostaceo simile alla dafnia largamente utilizzato in acquacoltura, soprattutto nelle farm di pesci ornamentali del sud est asiatico. Vanta composizione e rapporti di nutrienti decisamente eccezionali e le caratteristiche di dimensione e prolificità la rendono ideale per allevare specie ittiche di taglia contenuta.

Moina macropa da uova durevoli

Sono riuscito a procurarmi delle uova da Bratislava ed ho avviato varie colture in purezza della specie Moina macropa. Ho notato fin da subito la velocità di accrescimento e la la precoce maturazione. A circa una settimana di vita gli esemplari, tutti femminili, sono già carichi di nauplii.

 

Riflessioni sulla grandezza degli acquari d’acqua dolce

Quanto grande scegliere l’acquario? Riflessioni sulla dimensioni della vasca per pesci

Quanto grande deve essere un acquario per pesci e che dimensioni deve avere la vasca? I litri dell’acquario sono uno dei tanti temi di discussione per gli acquariofili. Quasi mai le soluzioni proposte sulle dimensioni dell’acquario mettono tutti d’accordo, comunque si è soliti suggerire delle misure indicative per orientare il neofita.

Piccolo acquario di 40 cm per coppia di Poecilia reticulata

Le dimensioni della vasca sono spesso associate unicamente alle caratteristiche degli animali che vi andranno ad abitare. Ad esempio, pesci di grandi dimensioni o particolarmente attivi nel nuoto si ospitano in acquari ben più spaziosi rispetto a specie statiche. Anche la territorialità gioca un ruolo importante nella scelta delle dimensioni della vasca, poichè anche se una specie è piccola e statica può richiedere molto spazio qualora, per convivere con i propri simili, necessiti di numerose barriere visive e rifugi.

Le schede di acquariofilia consigliano certe dimensioni dell’acquario…

Nelle schede di acquariofilia si leggono comunemente delle misure minime per la vasca proposte quasi come fossero leggi universali. In realtà sono al massimo delle indicazioni di riferimento, per orientarsi nella scelta dell’acquario. Le dimensioni, sia espresse in litri che in centimetri dei lati, sono frutto di esperienza personale e non vi sono degli studi scientifici in merito (almeno di solito). Spesso, infatti, laboratori e allevamenti non le seguono affatto, nonostante abbiano animali in perfette condizioni di salute.

Trovo difficile imporre una certa misura minima o ideale in assoluto, poichè non è sempre possibile offrire una dimostrazione rigorosa della propria idea. Piuttosto si dovrebbe riflettere sugli obiettivi che ci si prefissa:  una vasca molto piccola (o molto grande) potrebbe essere accettabile per la salute degli esemplari di una certa specie, ma l’acquario nel suo complesso avrebbe poco da offrire all’appassionato. Siccome su questo sito promuovo soprattutto gli acquari naturali, quest’ultima frase fa riferimento all’osservazione delle dinamiche tra animali e piante, esseri viventi ed elementi non viventi, interazioni tra animali etc. Di conseguenza, tutte le misure delle dimensioni ivi consigliate vanno intepretate da questo punto di vista e, in ogni caso, prese come riferimento. Un esempio: scrivere 60×40 cm non significa che 55×38 siano insufficienti alla specie, ma che semplicemente a livello commerciale gli acquari che consiglio di scegliere sono nell’ordine di quella dimensione.

Piccola vasca di 30 cm per gamberetti

Considerazioni su litri e dimensioni dell’acquario

Molto spesso nel descrivere la grandezza di un acquario si parla solamente di litri volume. In realtà nella maggior parte dei casi è un dato poco indicativo: i litri sono il prodotto delle misure dei tre lati a cui va sottratto l’ingombro di fondo e arredi, quindi una stessa identica vasca di vetro può contenere al netto quasi il massimo possibile oppure gran poco. Oltretutto, senza distinguere lordo o netto, il volume della vasca non dice sempre se effettivamente c’è abbastanza spazio per osservare i pesci nuotare agilmente, nè come nel caso di alcuni ciclidi se la colonna d’acqua è sufficiente per non provocare deformazioni nella crescita.

I litri dell’acquario sono utili per valutare il carico biologico che tale sistema può sopportare, ma è un tipo di considerazione che esula dall’esperienza acquariofila di neofiti o comuni appassionati. Dunque, probabilmente, conoscere l’effettivo volume di un acquario è utile soltanto a calcolarne il peso approssimativo in chilogrammi per capire se la soletta sia in grado di reggere o più spesso se il tavolo di appoggio sia abbastanza robusto.

Acquari commerciali Ferplast (esperimento phyto acquario marino), 200 litri e 100 litri di misure tipiche: 100x40x50 e 80x30x40 cm

Le dimensioni dei lati dell’acquario sono più importanti

Ciò che risulta più utile conoscere sono le tre misure dei lati della vasca, in particolare la lunghezza per i pesci nuotatori di gruppo, area di base per molte specie territoriali e altezza per alcuni ciclidi (e non solo) che abbisognano di alte colonne.

Valutare le dimensioni dei lati dell’acquario anzichè il suo volume è preferibile anche per impostare l’allestimento.


 

Quanto grande scegliere l’acquario? Riflessioni sulla dimensioni della vasca per pesci

 

 

Acquari biotopo, davvero naturali?

ACQUARI BIOTOPO, DAVVERO NATURALI?

Già dopo le prime letture di acquariofilia, il principiante avrà sicuramente trovato il binomio “acquario biotopo”. Viene spesso presentato come l’acquario naturale perfetto, proprio secondo natura. In realtà è oggettivamente un acquario cartolina che solo in alcuni casi sfrutta anche dinamiche naturali. Sebbene possa sembrare un’affermazione dura, la spiegazione è abbastanza scontata se ci si pensa.

Premessa: un acquario viene considerato di biotopo quando ospita piante e animali che in natura vivono assieme nello stesso luogo ristretto. Inoltre anche temperatura, pH, durezza e colore dell’acqua sono come nel luogo originario.

Acquario biotopo e geografia

La prima critica, già ampiamente protagonista di numerose discussioni in forum e gruppi facebook, è la reale geografia del biotopo. Dire biotopo asiatico, biotopo amazzonico, biotopo australiano è una assurdità senza significato. L’Asia, per esempio, è un continente vasto che ospita al suo interno diversi biomi, tantissime ecoregioni, differenti ecosistemi e infinite piccole porzioni d’ambiente chiamate correttamente biotopi. Il ruscello nel bosco è un biotopo. Uno stagno in campagna è un altro biotopo. Non certo tutta l’Asia, che ne include milioni.

Risultati immagini per biotopo

Biotopo di canale

 

Acquario biotopo e comunità vivente

La seconda critica, mia personale, riguarda la reale comunità vivente in un acquario biotopo e la superficialità con cui viene progettata.

Un esempio di acquario biotopo è una vasca con dentro due specie di pesci e quattro piante che vivono nella stessa area; specifico che in questa ipotesi si fa riferimento ad un reale biotopo geografico, ad esempio un torrente in Borneo. L’aggiunta di una pianta amazzonica farebbe saltare la possibilità di definire tale acquario un “biotopo Borneo…”.

In realtà si può facilmente dimostrare che, anche senza la pianta sbagliata, questo acquario ha gran poco in comune con il luogo imitato. E’ sufficiente prendere poche gocce di acqua e osservarle al microscopio per scoprire che centinaia di specie di piccoli animali, protozoi, micro alghe etc che popolano l’acquario non sono assolutamente delle stesse specie del Borneo.

Plancton

Quindi, l’unica parte “naturale” di un acquario biotopo è la somiglianza con l’idea astratta e soggettiva di come dovrebbe essere uno scorcio di un torrente esotico, nulla di più.

E’ vero tuttavia che spesso un acquario di “biotopo” sia ideale per una certa specie ittica, ma non è sicuramente l’unico modo per allevarla.

I Collemboli in acquario

I Collemboli in acquario

Negli acquari si rinvengono spesso organismi apparentemente spontanei chiamati collettivamente microfauna. I collemboli, a differenza della maggior parte delle altre specie, non vivono dentro l’acquario, ma sopra: sulle foglie delle piante acquatiche galleggianti, sui legni emersi, sui bordi del vetro.

Collembolo acquario, foto del web

I collemboli più frequenti da rinvenire sono del genere Sminthurides.

Questi piccoli animali sono di colore giallo, arancio e con eventuali parti scure o nere. Sono di forma, a primo impatto, tondeggiante. Se osservati con una lente si notano le “grandi” antenne, le sei zampe e gli occhi neri.

Risultati immagini per SminthuridesI collemboli Sminthurides sono abili saltatori e con un balzo possono coprire vari centimetri di distanza. Riescono a galleggiare sulla superficie dell’acqua, ma più frequentemente si spostano su superfici solide.

Possono diventare molto numerosi in acquari coperti con abbondanti piante galleggianti: si nutrono delle parti morte di queste, di detrito e patine, del biofilm sui legni emersi fradici e di qualunque altro materiale in decomposizione alla loro portata.

I collemboli Sminthurides d’acquario sono innocui e, al più, possono costituire una preda per alcuni pesci. Non sono pericolosi nemmeno per le piante, perchè non toccano le parti sane.

Risultati immagini per Sminthurides

Altre immagini di collemboli del genere Sminthurides

Risultati immagini per Sminthurides

Risultati immagini per Sminthurides

Nebbia NERA in acquario?

Nebbia NERA in acquario?

Negli acquari d’acqua dolce si può assistere alla comparsa di una strana nebbia, una sorta di pulviscolo sospeso concentrato solo in alcuni punti o strati della vasca. Quasi sempre questa opacità è di colore biancastro ed appare proprio una nebbia o una nuvola in acqua.

Avete mai visto una nebbia nera in acquario?

 

Oggi ho potuto ammirare questo fenomeno in un acquario naturale dove allevo piccoli invertebrati e qualche pesce. La vasca riceve luce solare, ospita varie piante acquatiche e presenta un’acqua piuttosto pulita.

 

Questo particolare pulviscolo è il risultato di una intensa proliferazione di microrganismi… Qualche foto in seguito:

 

La loro dimensione è davvero esigua, ma risultano perfetti per nutrire le Hydra viridis, cnidari d’acqua dolce micro-predatori.

 

Hydra viridis

12 pesci facili per acquario d’acqua dolce

12 pesci facili per acquario d’acqua dolce

Quando ci si avvicina all’acquariofilia si scopre l’esistenza di centinaia di specie di pesci, invertebrati, piante, muschi etc, ma l’acquario è uno soltanto e bisogna saper scegliere quali sono le specie migliori per iniziare a coltivare questo hobby. Alcuni pesci d’acqua dolce sono molto facili da mantenere, ma quasi impossibili da riprodurre, altri si moltiplicano velocemente, altri ancora esigono una gestione difficile e complicata. In questo articolo vedremo le 12 specie migliori di pesci facili per iniziare con l’acquariofilia.

12 pesci facili per acquario d’acqua dolce

I pesci più facili da allevare in acquario

I pesci d’acqua dolce migliori per cominciare dovrebbero essere sia poco impegnativi da mantenere, sia abbastanza interessanti da osservare: un animale schivo, poco colorato e complicato da riprodurre difficilmente aiuta un nuovo acquariofilo ad appassionarsi veramente all’acquariofilia. Si scoprirà dopo qualche anno con l’acquario che anche le specie meno appariscenti possono colmare di soddisfazione, ma c’è un tempo per tutto.

La (mia) classifica di pesci facili per l’acquario d’acqua dolce

 

12°) Hyphessobrycon

Gli Hyphessobrycon sono un genere di piccoli caracidi sudamericani. Sebbene nelle maggior parte dei casi abbiano necessità di una correzione nelle durezze dell’acqua, questo piccoli accorgimento permette di allevare pesci davvero belli da osservare, vivaci e colorati. La specie che personalmente preferisco e consiglio è Hyphessobrycon eques.

Difficoltà di mantenimento: media

Difficoltà di riproduzione: difficile

Adattabilità: media

Comportamento: piacevolissimo da osservare, può essere litigioso con altri pesci

 

 

11°) Polypterus

Sebbene ad alcuni potrebbe non piacere leggere questa specie tra “I 12 pesci facili per iniziare con l’acquariofilia”, non si può non menzionarla. I pesci politteri sono molto grandi e predano altri pesci: sono adatti unicamente ad acquario spaziosi, a seconda delle specie almeno 200 o 300 litri, fino a oltre 5-600 litri per altre. Tuttavia, quando l’acquario è grande e il filtraggio artificiale è proporzionato, il loro mantenimento risulta molto facile. Si cibano di pesci, vivi o decongelati, ma anche qualunque cibo secco. E’ bellissimo osservarli “fiutare” il cibo e ingoiarlo voracemente. La specie più comune che supera di poco i 30-40 cm è Polypterus senegalus.

 

Difficoltà di mantenimento: necessità di molto spazio

Difficoltà di riproduzione: improbabile

Adattabilità: alta

Comportamento: piacevole da osservare, ma caccia tutti gli altri pesci

 

10°) Betta

Il Betta o pesce combattente è tra le specie più vendute. In acquario non sono difficili da mantenere, sebbene le varietà a pinne lunghe possano risultare delicate. La riproduzione presenta qualche complessità in più rispetto ad altre specie comuni. L’aspetto ornamentale è impareggiabile, così come l’interazione con il proprietario che vedrà il proprio Betta esibirsi in parate, accettare il cibo dalle mani e difendere il proprio acquario-territorio.

 

Difficoltà di mantenimento: media, soggetto ad alcune infezioni

Difficoltà di riproduzione: medio facile, ma richiede spesso vasche apposite

Adattabilità: media

Comportamento: bellissimo da osservare, ma aggressivo e verso i propri simili territoriale.  Approfondisci sulla scheda

 

 

9°) Ancistrus

Ancistrus sp è una specie comunissima nei negozi. Molto spesso viene venduta come pesce pulitore, ma non bisogna fantasticare: è un animale alghivoro e detrivoro, ma non va comprato se l’acquario risulta sporco poichè, al massimo, peggiora la situazione. E’ comunque una specie molto bella: la varietà più comune in negozio è un ibrido commerciale che raggiunge la dozzina di centimetri di lunghezza. In un acquario di medie dimensione se ne può inserire una coppia, la quale potrebbe anche portare a termine la riproduzione.

Ancistrus adulto con i suoi figli

 

Difficoltà di mantenimento: facile

Difficoltà di riproduzione: medio facile

Adattabilità: medio alta

Comportamento: territoriale verso pesci simili, può sradicare le piante muovendosi,  tollerante verso altri pesci diversi

 

8°) Pesce juventino, il Brachydanio rerio

Il Brachydanio rerio è tra i pesci preferiti dei neofiti poichè unisce la facilità di mantenimento con l’estrema vivacità. Proprio per questo andrebbe tenuto in acquari non troppo stretti. E’ adatto alla maggior parte dei tipi di acqua.

Danio rerio

 

Difficoltà di mantenimento: facile

Difficoltà di riproduzione: media

Adattabilità: alta

Comportamento: vivace, a volte troppo per alcune specie

 

7°) Rasbore Heteromorpha

Le rasbore arlecchino e le sorelle minori sono molto adatte agli acquari tropicali dei neofiti. Come primo pesce da banco è più che indicato. Si ciba senza difficoltà ed è sempre vivace. L’unica accortezza importante è non inserirle in acquari con acqua troppo dura e alcalina, una condizione che in natura si presenterebbe solo molto raramente e per brevi periodi.

Difficoltà di mantenimento: facile

Difficoltà di riproduzione: media

Adattabilità: media

Comportamento: vivace e pacifico

 

 

 

6°) Guppy, i poecilidi prolificissimi

Il Guppy è la specie ideale per chi desidera assistere a riproduzioni facili e frequenti. La parte negativa nell’allevamento dei guppy è la sempre maggiore facilità con cui si ammalano e soprattutto i numerosi problemi che possono avere gli esemplari acquistati da poco: malattie e debolezze. In genere, una volta riprodotti, i piccoli sono nettamente più robusti e idonei all’acquario in cui sono nati. Una specie simile è l’endler.

Guppy

 

Difficoltà di mantenimento: facile

Difficoltà di riproduzione: facilissima, a volte invasivo

Adattabilità: media, soffre cambi di ambiente

Comportamento: pacifico, a volte turbolento

 

5°) Corydoras

Corydoras è un genere di pesci amazzonici molto comuni e diffusi. Sono tra i pesci da fondo più facili da allevare e le specie che consiglio per iniziare sono Corydoras paleatus e Corydoras aeneus. Nota bene: per questi animali è necessario creare un fondo adatto: l’ideale è sabbia fine, quasi limacciosa. In ogni caso è da evitare il pietrisco o qualsiasi genere di fondo abrasivo o tagliente.

Corydoras paleatus

 

Difficoltà di mantenimento: medio facile, necessita di un fondo adatto

Difficoltà di riproduzione: media

Adattabilità: medio alta

Comportamento: vivace e pacifico

 

 

 

4-3-2°) Barbi: Puntius e Pethia

Barbo dorato

I barbi sono noti per l’indola aggressiva. In realtà solo alcune specie sono litigiose, mentre molte altre vivono pacificamente tra di loro e con altri pesci. I barbi ciliegia, i barbi rosati e i barbi dorati sono i più adatti per il primo acquario d’acqua dolce. Non si riproducono così facilmente, ma il loro mantenimento non presenta difficoltà e la caratteristica vivacità li farà subito apprezzare.

Barbo ciliegia

 

 

 

 

 

 

Difficoltà di mantenimento: facile

Difficoltà di riproduzione: media

Adattabilità: alta

Comportamento: pacifico e vivace

 

Barbo rosato

 

 

1°) Tanichthys

Il pesce di Tan o Tanichthys è un animale poco considerato, ma in realtà estremamente adatto all’acquario anche per i neofiti dell’acquariofilia. Oltre a coniugare facilità di allevamento, adattabilità alle comuni acque di rubinetto e assoluta pacificità verso altri pesci, può addirittura resistere all’aperto in laghetto. Inoltre è vivace, seppur non così colorato come poecilidi o alcuni barbi. La riproduzione è semplice e in acquari spaziosi con fitta area piantumata potrebbero salvarsi spontaneamente alcuni avannotti.

Tanichthys albonubes

 

Difficoltà di mantenimento: facile

Difficoltà di riproduzione: medio-facile

Adattabilità: medio-alta

Comportamento: pacifico e vivace

 

 

 

Il Tanichthys albonubes vince la (mia) classifica di miglior pesce per iniziare con l’acquariofilia! Naturalmente ci sono altre specie davvero facili e piacevoli per l’acquario, ma questo pesce merita sicuramente una maggiore considerazione.

Non scordate di pensare anche gli altri 12 pesci facili per cominciare questo hobby!

L’aspetto più importante è scegliere con criterio in base all’allestimento del proprio acquario, al tipo di gestione che si vorrebbe svolgere e, il più importante di tutti, informarsi il più possibile sulla specie che si desidera acquistare. Su questo sito vi sono varie schede di acquariofilia dove vengono descritti anche questi 12 pesci ideali per iniziare, ma consiglio anche di dare un occhio ai gruppi facebook collegati.



12 pesci facili per acquario d’acqua dolce

 

 

 

 

Quanto spazio per i pesci rossi? Qualche considerazione

Quanto spazio per i pesci rossi? Qualche considerazione!

Uno degli argomenti più discussi in acquariofilia è lo spazio necessario per i pesci rossi. Si dibatte sulle dimensioni dell’acquario, sulla lunghezza dei lati, sul litraggio dei laghetti, sulla profondità minima dei bonsai pond, sulla forma della vasca, sul numero di carassi in base ai litri, ad esempio 50 litri o 80 litri per ogni pesce rosso e via dicendo. In questo articolo espongo alcune considerazioni personali basate sulla mia esperienza con qualche centinaio di pesci rossi comuni e carassi orifiamma.

Prima delle dimensioni della vasca… Perchè allevare pesci rossi?

I pesci rossi si allevano per infiniti motivi: abbelliscono i laghetti ornamentali, diventano una “compagnia” per gli acquari domestici, sono impiegati per la lotta alle zanzare nelle raccolte d’acqua private, servono a fare esperienza in quanto perdonano più errori di altre specie e per tanti ulteriori possibili motivi i carassi sono pesci diffusissimi.

La ragione fondamentale per cui un appassionato di animali, di solito, sceglie di ospitare qualche carassio (o qualunque altro pesce ornamentale) è per poterne osservare e apprezzare i comportamenti caratteristici, ammirarne la loro livrea, la loro crescita, la loro forma e magari anche assistere alla riproduzione. E’ in quest’ottica che i siti di divulgazione acquariofila, come questo, scrivono e pubblicano le proprie pagine. Vi sono mille modi e metodi per allevare i pesci rossi, alcuni sono palesemente fallimentari, altri si avvicinano a offrire condizioni ambientali adatte a soddisfare tutti i “perchè” sopraccitati.

Acquario o laghetto per pesci rossi?

Un altro grande dilemma sui pesci rossi e lo spazio da fornire è la scelta tra acquario domestico e laghetto in giardino o balcone. E’ un argomento più complesso di quello che sembra.

In acquario gli unici vincoli per le dimensioni della vasca sono il numero e la grandezza dei pesci. In laghetto, specialmente nel nord Italia, è fondamentale creare le condizioni adatte per la resistenza al freddo invernale, agli sbalzi di temperatura e alla calura estiva.

Progettare correttamente il laghetto

All’esterno, quindi, prima di preoccuparsi di quanti e quali pesci, è importante progettare un laghetto degno di questo nome. Sottolineo la differenza tra un laghetto e una pozza. La pozza, seppur come termine è usato in modo dispregiativo, è in realtà un interessantissimo ambiente naturale riproducibile artificialmente.

Nelle pozze si riproducono anfibi, insetti e crostacei. La caratteristica più evidente è che le pozze sono quasi sempre stagionali: si riempiono con le piogge in primavera, si asciugano in estate e trascorrono l’inverno secche. Un laghetto contiene l’acqua tutto l’anno, ma se è costruito come una pozza nelle stagioni diverse dalla primavera subirà in modo anche tragico gli eventi atmosferici e i mutamenti del clima annuale.

Su come costruire un buon laghetto si può ricevere aiuto su Laghetti e Bonsai Pond, il primo gruppo facebook di laghettisti in Italia.

In questo spazioso laghetto il numero preciso di pesci importa poco. Grazie alle dimensioni generose si vengono a creare equilibri e stabilità maggiori rispetto a piccoli stagni dove anche solo un animale in più potrebbe compromettere il sistema.

 

Quanto spazio e quali dimensioni per una vasca di pesci rossi

Una volta specificate le differenze costruittive tra i due tipi di vasca, si possono approfondire quelle di gestione.

L’acquario in casa affida la sua esistenza al filtraggio artificiale, salvo eccezioni. Non riceve sufficiente luce per poter prendere in considerazione la purificazione spontanea operata da micro e macro alghe e piante. Per cui è scontato che il filtro debba essere idoneo.

Quanto spazio effettivamente dedicare in acquario, così come in laghetto, è il risultato della valutazione di: dimensione dei pesci, numero dei pesci e non meno importante OBIETTIVO, cioè se mantenere e/o far crescere normalmente i carassi oppure spingere parecchio sull’accrescimento.

In generale per gli acquari consiglio volumi a partire da 150/200 litri per due o tre animali adulti, aggiungendo 30-100 litri ogni altro adulto.

E’ un valore indicativo e sicuramente può essere criticato come esagerato o insufficiente. Vorrei però far riflettere su una notevole differenza tra l’allevamento in casa e all’aperto e in ambienti naturali. 

Questo acquario è un po’ sovrappopolato di pesci rossi ed infatti si rende necessario l’uso di aeratori e ottimi filtraggi. E’ una situazione sempre più critica, soprattutto in estate quando le temperature elevate riducono l’ossigeno disciolto causando non pochi problemi ad un acquario popolato eccessivamente.

L’alimentazione e le condizioni che si offrono in acquario possono essere ottime e portare i pesci a vivere molti anni in salute. Una taglia di 15-25 cm per un carassio è una misura quasi sempre più che accettabile. Se non viene nutrito in modo spinto e/o non porta con sè informazioni genetiche di un certo tipo è molto improbabile arrivi a 30 o 40 cm come alcuni asseriscono essere indispensabile per dire di possedere animali in salute.

Il tanto temuto “nanismo indotto” è una condizione che andrebbe studiata da figure competenti, professionisti come veterinari ittiopatologi, e non usata come accusa sul web con analisi da una fotografia.

In laghetto quasi sempre è necessario partire da 200/250 litri solo per una questione di idoneità e resistenza all’aperto.  Questo naturalmente è dipendente dal clima e posso affermare che in alcune località anche un vaso di 40 litri può essere un eccellente laghetto, mentre in altre nemmeno 300 litri sono sufficienti a garantire una minima stabilità.

Questo laghetto, pur essendo piuttosto popolato, è un ambiente sicuro e ospitale per i pesci rossi. Il probabile filtraggio artificiale presente e l’azione fitodepurante del papiro al centro aiutano a mantenere stabile il sistema.

Come regolarsi con il numero di pesci rossi in laghetto?

Molte regole del web suggeriscono 50 / 80 / 100 litri per ogni pesce rosso adulto. Queste approssimazioni non sono così sbagliate, ma non vanno nemmeno prese come oro colato. Le variabili sono una moltitudine, ma alcune precisazione ritengo siano utili da fare:

  • In ambiente esterno l’alimentazione è spesso più ricca e varia. Ricca come quantità, varia come fonti nutritive. Le comuni alghe che spesso vediamo essere spiluccate dai pesci rossi non sono solo vegetali. Ospitano numerosissimi microrganismi e piccoli animali abbastanza nutritivi anche sotto il profilo proteico, vedi nematodi e rotiferi.
  • L’ambiente generalmente più spazioso, al di là del numero dei pesci in sè, favorisce un maggiore aumento di dimensioni, complice spesso la buona qualità dell’acqua.
  • Il risultato è che pur tenendo pochi animali questi crescano molto e rendano inadatte le regole dei 50/80/100 litri proprio perchè due pesci rossi non sono mai obbligatoriamente uguali come crescita potenziale e finale.

Dopo le teorie e le opinioni sulle dimensioni per la vasca dei carassi, cosa fare nella pratica?

Acquario decisamente sovrappopolato. Non fatevi ingannare dalle vasche espositive: sono ambienti transitori per i pesci, non rappresentano la loro dimora per tutta la vita.

Spero che il testo precedente abbia stimolato riflessioni sulle “regole auree” che spesso si leggono su internet, ma che altrettanto frequentemente si rivelano inadeguate.

Purtroppo data la complessità di questi animali e del loro ambiente una corretta regola universale temo non si possa enunciare nemmeno con ricerca scientifica, ma piuttosto si può arrivare a descrivere metodi di allevamento decisamente validi.

Tornando ai laghetti ornamentali o agli acquari domestici, ciò che consiglio dinanzi a tutto è la stabilità. E’ completamente inutile preoccuparsi di un litro in più o in meno se l’allestimento e il filtraggio (artificiale o fitodepurativo) sono inappropriati e portano alla morte dei pesci rossi.  Conviene sempre costruire un laghetto o acquario nel migliore dei modi qualunque sia la dimensione e dunque acquistare inizialmente solo pochi e piccoli pesci rispetto allo spazio disponibile. Ad esempio un trio di carassi da 4/6 cm su un acquario da 150 litri è quasi certo si troveranno bene i primi mesi, dopodichè si potrà valutare come procedere, magari consultando qualcuno con più esperienza. In un laghetto da 1500 litri, per proporre un altro esempio, si possono aggiungere direttamente un paio di grossi pesci rossi, poichè in proporzione la loro massa è comunque modesta.

Spero che l’articolo sullo spazio per i pesci rossi sia stato utile e in caso di dubbi potete contattarmi a info@matteorancan.com e iscrivervi a Laghetti e Bonsai pond !