Brachionus

Brachionus è il genere più conosciuto di rotiferi. Ampiamente utilizzato in acquacoltura, relativamente semplice da allevare e perfetto per osservazioni al microscopio.

Dimensioni: 50-350 µm

Reperibilità: difficile da rinvenire in natura, presente in commercio.

Kingdom Animalia
Subkingdom Bilateria
Infrakingdom Protostomia
Superphylum Platyzoa
PhylumRotifera
Class Monogonta
Subclass Monogononta
SuperorderPseudotrocha
Order Ploima
FamilyBrachionidae
Genus Brachionus

.Species B angularis
Species B bennini
.Species B  bidentata
Species B budapestinensis
.Species B calyciflorus
Species B capsuliflorus
.Species B caudatus
Species B diversicornis
.Species  B dorcas
Species B furculatus
.Species B havanaensis
Species B leydigi
.Species  B mirus
Species B nilsoni
.Species B  patulus
Species B plicatilis
.Species B polyacanthus
Species B pterodinoides
.Species B quadridentatus
Species  B rubens
.Species  B satanicus
Species B urceolaris
.Species B urceus
Species B variabilis
.Species B westphali
Species B zahniseri

Recuperato [11, 10, 2018], dal database on-line del Sistema informativo tassonomico integrato, http://www.itis.gov

Habitat

Il genere Brachionus si rinviene tra la vegetazione acquatica in stagni, laghi e corsi d’acqua sufficientemente ricchi di microrganismi, in particolare microalghe. Potenzialmente presente anche in pozze temporanee.

Utilizzo in acquacoltura

Brachionus è fondamentale per l’ittiocoltura di larve di pesci marini, ed estremamente utile per quella di alcune specie dulcicole.

Le specie di Brachionus di maggiore importanza sono per l’acqua salata il B. plicatilis o L-type, di 180-350 µm e il B. rotundiformis 100-200 µm, mentre per l’acqua dolce il B. calyciflorus 250-350 µm.

Metodi di coltura

L’allevamento dei rotiferi marini B. plicatilis è in parte trattato con l’illustrazione dei metodi per mesocosmi —> zooplancton.

Brachionus plicatilis

Brachionus plicatilis è il rotifero più comune, diffuso e facile da allevare. I metodi di coltura di questa specie sono diversi e come già accennato ve ne sono di applicati ai mesocosmi.

Un produzione specifica di B. plicatilis si ottiene facilmente in bioreattori del volume di 2-5 litri. Mezzi inferiori necessitano di manutenzione più frequente, mentre capacità maggiori si associano a pulizie e gestioni più impegnative per fattori prettamente pratici-operativi.

Temperatura

La temperatura ideale si aggira tra 20 e 25°C, mentre da 16 a 28° vi è il range in cui i rotiferi si riproducono, ma più lentamente o con maggiori rischi legati a instabilità dei parametri ambientali. La conservazione dei rotiferi avviene a 4-6°C per circa 2-6 settimane, avendo cura di fornire sempre sostentamento alimentare qualora necessario.

Salinità

La salinità ideale oscilla tra 15 e 20 ppm, ma può arrivare anche a 35-38 ppm senza problemi di produzione.

Illuminazione

L’illuminazione medio bassa (500-800 lux) è idonea, ma specialmente consigliata per la schiusa delle cisti.

Movimento

Il movimento non è indispensabile, ma fortemente consigliato per ottenere colture dense in modo più prevedibile e sicuro. Picchi demografici avvengono anche in colture stagnanti, ma i parametri come ossigenzione e distribuzione delle particelle alimentati sono ingestibili e pertanto non ricollegabili, per il momento, ad un metodo proponibile.

Alimentazione

L’alimentazione si basa essenzialmente su microalghe cromiste o clorofite. Comunissimo l’uso di Nannochloropsis, ma adatte anche Tetraselmis, Dunaliella o mix di diverse specie.

L’alternativa al fitoplancton vivo è costituita dai prodotti secchi commerciali o dal lievito di birra Saccharomyces cerevisiae.

La differenze tra l’alimentazione a fitoplancton e quella a lievito consiste principalmente in:

  • il fitoplancton vivo, generalmente, non promuove la proliferazione di protozoi competitori.
  • il lievito è spesso un eccellente alimento per protozoi e può, in dosi eccessive, favorire fioriture batteriche.
  • i rotiferi nutriti a microalghe sono più prolifici, ma raggiungono dimensioni lievemente inferiori rispetto a quelli cresciuti a lievito.
  • l’acqua delle colture di rotiferi alimentati a fitoplancton vivo è solitamente meno eutrofizzata rispetto a quella delle colture in cui si somministra lievito.

Per il raggiungimento delle concentrazioni massime sono richiesti mediamente 5-10 giorni a temperatura ambiente. Ciò è largamente influenzato dalla concentrazione iniziale di individui, dalla dieta e dalla presenza di organismi competitori.

 

Brachionus calyciflorus

Questo Brachionus vive in acqua dolce a temperatura ideale di circa 25°C. Si riproduce consistentemente da 20 a 28°C circa (estremi che necessitano di verifica/approfondimento).

L’allevamento è sommariamente affine a quello di Brachionus plicatilis, ma emergono alcune problematiche:

  • B calyciflorus raggiunge rapidamente il picco demografico ed il collasso può sopraggiungere in breve tempo, circa 2-3 giorni.
  • B calyciflorus sembra consumare più velocemente le microalghe, necessiterebbe dunque di una alimentazione ben gestita, programmata e abbondante.
  • Generalmente appare come una specie più delicata rispetto a B. plicatilis o, superficialmente, nei confronti di rotiferi bdelloidei comuni.

 

 

Galleria immagini

In evidenza il mastax, la struttura mascellare che caratterizza i Rotiferi e si impiega, talvolta, come chiave dicotomica. Ne varia numero elementi costituenti e forma.

Uovo

RotiferoBrachionus in dark field