Coltura intensiva di Cyclops, copepodi d’acqua dolce

Coltura intensiva di Cyclops, copepodi d’acqua dolce

I copepodi d’acqua dolce, in genere, non si prestano ad essere valide specie per colture intensive di cibo vivo. Questo è dovuto alla minor prolificità rispetto alle specie “concorrenti” come i cladoceri. I copepodi Cyclops, inoltre, potrebbero manifestare comportamenti cannibali verso le proprie uova o nauplii.

Nonostante queste possibili problematiche, son riuscito ad ottenere in poche settimane una cultura piuttosto ricca di copepodi del gruppo Cyclops. Il video:

 

L’alimentazione di questi copepodi Cyclops si basa unicamente su lievito, in dosi non standardizzate e fornite puramente ad occhio.

La muffa che colpisce le uova dei pesci d’acquario

La muffa che colpisce le uova dei pesci d’acquario

Tra le problematiche più frequenti nell’allevamento dei pesci d’acquario vi è l’ammuffimento delle uova. Un fenomeno che può ridurre drasticamente, se non stroncare, la buona riuscita di una riproduzione.

In questo video si può osservare a diversi ingradimenti un uovo di pesce d’acqua dolce (Macropodus opercularis, osphronemidae) colpito da muffe acquatiche, più correttamente oomiceti. E’ rappresentato dal groviglio di ife che, ad occhio nudo, appare come una pallina di cotone bianco.

Si notino i numerosi protozoi ciliati e batteri. Essi si nutrono di residui organici e microparticelle. Alcuni ciliati, inoltre, fagocitano i batteri. Viene così a formarsi un micromondo con brevi catene alimentari del detrito.

Nuova microalga per la mia collezione! Selenastrum capricornutum

Nuova microalga per la mia collezione! Selenastrum capricornutum

La nuova microalga che si aggiunge alla mia collezione è Selenestraum capricornutum.

Si tratta di una microalga planctonica e unicellulare di dimensioni piuttosto ridotte, circa 10-15 micron. La forma è particolare come si evince dalle seguenti fotografie:

Selenastrum capricornutum

In dettaglio:

Selenastrum capricornutum

Un ringraziamento a Francesco Lavista di ARPAT.

Coltura di Euplotes, ciliati marini nutriti a fitoplancton

Coltura di Euplotes, ciliati marini nutriti a fitoplancton

Gli Euplotes sono grossi ciliati marini abbastanza comuni e diffusi negli acquari e come ospiti secondari delle colture di zooplancton.

Questi particolari microrganismi si nutrono abitualmente di detriti, microparticelle, batteri ed eventualmente anche fitoplancton.

Sono solito allevarli con batteri (cianobatterio Spirulina) e lieviti, ma ho preparato una piccola coltura sui 100 ml e unico alimento Nannochloropsis.

La crescita degli Euplotes è avvenuta in modo deludente, come previsto da una ricerca pubblicata. In futuro penso di testare alghe di specie e soprattutto dimensione cellulare differente.

Avviata la produzione di Brachionus calyciflorus

Avviata la produzione di Brachionus calyciflorus

I rotiferi d’acqua dolce da poco nella mia collezione, i Brachionus calyciflorus, sono ormai ben avviati nelle colture. In questi giorni ho potuto prelevare le prime dosi per nutrire gli avannotti dell’ultima deposizione di Tateurndina ocellicauda.

Per ridurre l’acqua di coltura immessa nell’avannottiera procedo con la filtrazione su setaccio da 50 micron.

Siringa piena di Brachionus calyciflorus, pronti per la somministrazione ad avannotti

Colture putride: Tetrahymena pyriformis

Colture putride: Tetrahymena pyriformis

Ultimamente sto preparando delle colture putride, ovvero dei micro ambienti fortemente inquinati da sostanze organiche in decomposizione. In questo modo ottengo le condizioni ideali alla proliferazione di ciliati altrimenti difficili da incontrare nelle “pulite” acque di acquari, laghetti o corsi d’acqua.

In una coltura arricchita con latte e e detrito vegetale ho inoculato diversi campioni d’acqua provenienti da acquari ed ho ottenuto una crescita importante di un ciliato a molti acquariofili noto: la Tetrahymena (Glaucoma).

Questo protista ciliato può essere normalmente presente negli acquari, ma solo in particolari condizioni riesce a proliferare e attaccare i pesci. Ad esempio quando questi subiscono stress o provengono da un periodo di carenze nutrizionali, o ancora quando il parassita è numericamente abbondante.

La Tetrahymena è davvero un ciliato aggressivo, in grado di “mangiare vivi i pesci”. Quest’espressione comune ha origine dalla capacità di questo ciliato di nutrirsi rapidamente di tessuti in salute, provocando lesioni e ferite sempre più profonde.

Tetrahymena riesce completare il proprio ciclo vitale anche nutrendosi solo di batteri e microparticelle, senza quindi danneggiare obbligatoriamente gli animali ornamentali.

Tra le specie ittiche più colpite vi sono i poecilidi Guppy, tanto che è stato coniata la locuzione “Guppy Disease” riferendosi alla tetrahymenosi, cioè l’infestazione di Tetrahymena.

Nelle seguenti fotografie alcuni esemplari che ho identificato come Tetrahymena / Glaucoma.

Possibile Tetrahymena / Glaucoma

Possibile Tetrahymena / Glaucoma

Possibile Tetrahymena / Glaucoma

Possibile Tetrahymena / Glaucoma

Possibile Tetrahymena / Glaucoma

Possibile Tetrahymena / Glaucoma

Nuovo rotifero per la mia collezione! Brachionus calyciflorus

Nuovo rotifero per la mia collezione! Brachionus calyciflorus

Nonostate le grandi difficoltà di reperibilità, sono riuscito finalmente a introdurre nella mia collezione di microrganismi per acquacoltura il Brachionus calyciflorus.

Questo particolare rotifero d’acqua dolce raggiunge grandi dimensioni e non presenta problematiche specifiche nell’allevamento. E’ planctonico ed adatto ai comuni bioreattori per zooplancton.

Il grande pregio di questa specie riguarda le dimensioni perfette per l’alimentazione di avannotti di tantissime specie sia da tavola sia ornamentali. In particolare per me rappresenta una svolta nella nutrizione degli avannotti di specie molto piccole: il rotifero è il sostituto eccellente degli infusori / ciliati in quanto la sua composizione è nettamente migliore come qualità.

Il rotifero Brachionus calyciflorus misura circa 1/2-1/5 del nauplio di Artemia, è quindi adatto anche alle piccole bocche di avannotti di vari ciprinidi, alcuni caracidi etc.

La coltura di questo rotifero può avvenire seguendo diversi metodi: alimentazione con polveri secche quali lievito e spirulina, oppure con fitoplancton vivo. Personalmente utilizzo le microalghe vive delle mie colture.

Brachionus calyciflorus

 

Brachyonus calyciflorus nella coltura starter con schiusa cisti.

 

Significato sigle WC CF CB LTC

Significato sigle WC CF CB LTC

Nel commercio di animali ornamentali si leggono spesso delle sigle il cui significato non è sempre chiaro ai neofiti del settore. Queste sigle WC, WF, CB, LTC sono importanti da conoscere poichè classificano la tipologia di animale in base alla provenienza: catturato, nato in cattività etc. Il significato di alcune ha talora valore legale quando la specie a cui si associano è, per esempio, in allegato CITES.

WC: wild caught

La sigla WC, per intero wild caught, significa che l’esemplare è stato catturato in natura.

Questi animali sono spesso parassitati e al momento dell’acquisto possono sembrare debilitati in quanto lo stress del viaggio è notevole. Inoltre il comportamento può apparire particolarmente aggressivo oppure timido, poichè non vi è l’abitudine alla condizione di cattività.

CB: captive bred

La sigla CB, per intero captive bred, indica che l’esemplare è nato in un allevamento, solitamente fuori dal territorio di origine della specie. Ad esempio tutti gli animali esotici nati in Italia sono CB.

Gli esemplari CB sono quasi sempre una garanzia. Se l’allevatore tiene correttamente i propri animali, questi saranno sani, esenti da parassiti e in genere di indole più docile in quanto sempre vissuti nell’ambiente captivo.

CF: captive farmed

La sigla CF, per intero captive farmed, si riferisce agli esemplari nati in grandi allevamenti localizzati nel territorio originario della specie. La differenza tra il vero CB e il CF consiste nel modo in cui vengono trattati i genitori. I genitori di esemplari CB si sono riprodotti interamente in cattività, cioè almeno dall’accoppiamento in poi. I genitori dei soggetti CF, invece, sono stati catturati e/o limitati in piccole aree dove si sono riprodotti. La prole viene catturata agevolmente e commercializzata. Nel caso di alcuni pesci e di alcuni serpenti, vengono catturate le femmine cariche di uova feconde o piccoli, rimossi questi e allevati fino a commercializzazione.

LTC: long term captive

La siglia LTC, per intero long term captive, significa che l’esemplare è da lungo tempo in cattività. Non è una sigla ufficiale e viene utilizzata sempre meno.

Wild form

Con wild form si intende un esemplare la cui livrea è sostanzialmente identica a quella selvatica. Si utilizza normalmente in contrapposizione a morph/strain che invece indicano la presenza di una o più mutazioni selezionate artificialmente.

 

Sviluppo embrionale Macropodus opercularis

Sviluppo embrionale Macropodus opercularis

La riproduzione del Macropodus opercularis avviene con la costruzione, da parte del maschio dominante, di un nido di bolle schiumose. Su di esso la femmina vi deposita le uova, di natura galleggianti, e il padre se ne occupa fino alla schiusa.

Lo sviluppo embrionale completo impiega da 2 a 3 giorni in funzione della temperatura. A 25-27°C la schiusa della maggior parte delle uova è avvenuta entro 2 giorni.

A meno di 24 h successivamente alla fecondazione, l’embrione si mostra così:

Riproduzione Macropodus opercularis – sviluppo embrionale

Dopo circa 3 h:

Riproduzione Macropodus opercularis – sviluppo embrionale

Un attesa di 16 h circa porta a questo aspetto:

Riproduzione Macropodus opercularis – sviluppo embrionale

In questa fase è ben osservabile lo scorrimento del sangue nei vasi:

La rottura della membrana iniziale dell’uovo è già avvenuta, ma sono necessarie alcune altre ore affinchè l’ormai avannotto esca completamente.

Riproduzione Macropodus opercularis – sviluppo embrionale

L’avannotti di Macropodus opercularis assobirà il rimanente sacco vitellino nel giro di 1-3 giorni. Dopodichè comincerà a nuotare e cacciare zooplancton.

Per concludere, spesso tra le uova fecondate e sane ve ne sono di infeconde o in cui non è avvenuto con successo lo sviluppo embrionale. L’immagine che segue ritrae un uovo di Macropodus opercularis senza vita e, ormai, attaccato dalle muffe acquatiche.

Uovo infecondo di Macropodus opercularis

CLAM SHRIMPS: primi giorni di vita

CLAM SHRIMPS o gamberetti vongola

I gamberetti vongola sono meglio conosciuti come clam shrimps, il nome inglese sotto cui vengono commercializzati in tutto il mondo.

Sono animali piuttosto insoliti, dall’aspetto e dal ciclo di vita unici. Assomigliano esteriormente ai crostacei ostracodi, in sistematica sono crostacei cladoceri (come le Daphnia) e l’ecologia è simile a quella dei crostacei notostraci / anostraci. Depongono, infatti, uova durevoli e resistenti all’essiccazione.

CLAM SHRIMPS 1-3 giorni

I clam shrimps appaiono per i primi giorni di vita come un qualunque crostaceo di fase naupliare. Ad occhio nudo sono indistinguibili da un più noto nauplio di Artemia.

CLAM SHRIMPS 4-5 giorni

La prima fase di crescita evidente coincide con la formazione di una “proto conchiglia”, non si tratta ancora del guscio a due valve resistenti che caratterizza i clam shrimps, ma al microscopio si può osservare un netto mutamento rispetto alla forma naupliare.

Clam shrimps 4-5 giorni

Clam shrimps 4-5 giorni