Costruire un filtro per laghetto, modello percolatore

Come costruire un filtro fai da te efficiente per laghetti e bonsai pond?

Un filtro efficiente per laghetti e bonsai pond. Le scatole trasparenti sono state scelte per poter visionare meglio l’interno e fare le foto: quelle scure coprenti sono altrettanto valide.

La filtrazione naturale nei laghetti non sempre è sufficiente se desideriamo allevare più animali, pesci e invertebrati, di quelli che potrebbe reggere il sistema così come si presenta. D’altro canto per i laghetti di piccole dimensioni come vasche in resina o mastelli, il commercio raramente propone filtri pronti veramente adatti: alcuni sono molto costosi e forse eccessivi, altri sono abbastanza semplici da poter essere costruiti in casa e soprattutto perfezionati per le proprie esigenze.

Cos’è e come un funziona il filtro percolatore

Il filtro percolatore è un tipo di apparato filtrante utilizzato  in alcuni depuratori. Il suo uso è poi migrato anche verso l’acquariofilia e quindi i laghetti. Consiste in un contenitore, una scatola o un bidone, in cui l’acqua viene spruzzata dall’alto e per gravità attraversa vari materiali filtranti. Un foro presente sul fondo riporta l’acqua pulita al laghetto.

La versione qui proposta è una modifica del modello classico, adattata per l’uso in laghetti e bonsai pond. Il principio è il medesimo: la superficie filtrante deve essere il meglio areata e ossigenata possibile, ottimizzando gli scambi gassosi ed aumentando l’efficienza filtrante biochimica operata dai batteri nitrificanti.

Costruire un filtro per laghetto

Per costruire un filtro per laghetto seguendo il modello percolatore è necessario disporre di una scatola abbastanza capiente da posizionare a bordo stagno. Poichè il filtro in oggetto funziona per gravità, tutta la scatola filtrante deve trovarsi sopra il livello dell’acqua del pond.

 

Quanto grande deve essere il filtro?

Il filtro del laghetto deve essere costruito in proporzione non solo alle dimensioni dello specchio d’acqua, ma soprattutto va calibrato in funzione della quantità di animali che andremo ad inserire. Per quantità di animali non si intende il numero in sè di pesci, ma si dovrebbe cercare di stimare la massa complessiva di tutti gli esemplari. Naturalmente nel caso dei laghetti ornamentali non è necessaria una precisione elevata poichè ciò che andremo a costruire sarà in ogni caso più che sufficiente e abbondante, ma comunque saper riconoscere che servono decine e decine di Gambusia per eguagliare un giovane carassio in tema di impatto sul sistema è importante.

Per un mio mastello di 500 litri mediamente popolato di pesci rossi e specie nostrane ho optato per una scatola filtro di 20-25 litri circa. Un caso analogo dove però i pesci vengono alimentati molto e, magari, le temperature raggiungono valori maggiori dei miei 23-25°C potrebbe essere necessaria una vasca filtrante di 30-50 litri o più. Personalmente ho adottato le scatole di plastica Samla, ma avviso che dovrebbero essere protette in qualche modo da prolungate esposizioni al sole, ad esempio coprendole con materiali decorativi.

Preparare la scatola filtro e scegliere i materiali filtranti

Alla scatola filtro va praticato un foro a circa 2-5 cm dalla base su un lato corto. Qui è dove uscirà l’acqua. Non forando la base bensì a qualche centimetro da essa, si evita la spiacevole situazione in cui in mancanza di elettricità tutta l’acqua esca e lasci secco il filtro, uccidendo la maggior parte della microfauna e flora microbica presente.

Se necessario vi si può applicare un tubo al buco d’uscita così da non dover posizionare il filtro proprio sul bordo laghetto, ma un po’ più distante. Ricordo che in ogni modo deve essere sopra il livello dell’acqua del pond.

Se la scatola ha un coperchio specifico, ed è decisamente preferibile, vi si pratica un altro foro per fare entrare il tubo che porta l’acqua dalla pompa, posizionata dentro al laghetto.

In caso si scelga il modello di scatola Samla e nello specifico 22 lt, esiste un modello di 11 litri che si può incastrare sopra: così facendo si aumenta leggermente il volume filtrante e, cosa più importante, si crea uno scompartimento rimovibile con estrema facilità.

Sul modello di 11 lt vanno praticati i fori su tutta la base e possibilmente uno o due di lato, cosicchè in caso si ostruisse alla base, vi sia un troppo-pieno di sicurezza. Quelli alla base genereranno un effetto pioggia altamente benefico per questo genere di filtrazioni.

 

 

 

 

 

I materiali filtranti più comuni sono spugne, lane sintetiche, rocce porose naturali (lapillo, pozzolana) o sintetiche (cannolicchi, siporax) o elementi plastici (bioball, spazzole).

Personalmente faccio grande uso di spugne, talvolta di diverse grane. Cannolicchi e simili possono andare bene, ma vanno comunque posizionati dopo materiali che riescano a filtrare meccanicamente l’acqua da particelle grossolane.

La pompa e il collegamento

La pompa va inserita direttamente nel laghetto. La potenza e la portata sono da valutare caso per caso. Nel mio ho utilizzato un modello da 800 lt/h, ma andrebbe bene anche una pompa maggiore. Una minore, invece, rischierebbe di non portare abbastanza acqua e lasciare asciutte alcune parti delle spugne.

Consiglio di non installarla sul fondo poichè, sebbene riuscirebbe ad aspirare tutto il detrito, potrebbe in caso di mal funzionamento svuotare il laghetto. Oltretutto in laghetti ben popolati il detrito sul fondo viene naturalmente degradato in loco, ed eventuali particelle smosse e alzate sarebbero comunque aspirate e quindi decomposte dentro il filtro.

L’uso di un prefiltro come la vaschetta da 11 lt delle precedenti immagini è pratica se si desidera rimuovere periodicamente gli scarti e detriti grossolani prima che si decompongano, così da “alleggerire” tutto il sistema. Da ricordare che la maggior parte dei nutrienti  (talvolta chiamati inquinanti) disciolti in acqua derivano da questa materia organica morta e in degradazione.

Il filtro costruito con il fai da te è dunque ultimato. Questo genere di filtro per laghetti è piuttosto efficiente e facilmente realizzabile.