Gromphadorhina portentosa: allevamento della blatta ornamentale

Gromphadorhina portentosa: allevamento della blatta ornamentale

Le Gromphadorhina portentosa sono grandi blatte tropicali allevate sia come insetto ornamentale sia, in alcuni casi, come cibo vivo per grossi rettili o aracnidi.

Questi insetti appartengono alla famiglia Blaberidae, la quale raggruppa anche altre specie di blatte d’allevamento.

Caratteristiche generali delle Gromphadorhina portentosa

Le Gromphadorhina portentosa sono note anche come blatte giganti soffianti del Madagascar. Se spaventate contraggono gli spiracoli, piccoli tubi dell’apparato respiratorio, e l’uscita d’aria provoca il rumore caratteristico. Assomiglia ad un fischio, a volte piuttosto intenso e inaspettato. Fischiano durante la lotta tra maschi, per difendersi dai predatori o per altri motivi a volte difficilmente identificabili.

In natura sono distribuite in Madagascar e nella costa sud africana, quindi con un clima generalmente caldo e  abbastanza umido.

Raggiungono la lunghezza di 6-8 cm e la colorazione è variabile a seconda sia del ceppo di provenienza sia dei parametri d’allevamento. Varia dal rosso-bruno al bruno-nero.

Allevamento delle blatte giganti soffianti

L’allevamento delle Gromphadorhina non è difficile e nel complesso assomiglia a quello delle numerose altre specie di blatte tenute in cattività.

Per pochi esemplari è sufficiente un fauna box con qualche cartone delle uova e due ciotole per il cibo. Il mantenimento di una colonia richiede invece uno spazio ben maggiore: molto validi gli scatoloni plastici con coperchio, di dimensioni indicativamente 60×40 o 80×40 cm.

Come allestire la scatola per la colonia:

  • fondo assente oppure con carta assorbente. I giornali vengono usati da vari appassionati, ma si potrebbe criticare il contenuto di inchiostro e coloranti non così salutari.
  • spazio calpestabile composto da cartoni delle uova, rotolini della carta igienica/da cucina ed altri supporti in cartone.
  • due ciotole per il cibo

Accortezze:

  • la scatola deve essere a prova di fuga! Le Gromphadorhina portentosa sono blatte in grado di arrampicarsi su pareti liscie e quindi evadere. Specialmente le neanidi sono molto abili nel fuggire, è perciò indispensabile utilizzare un coperchio a chiusura praticamente ermetica.
  • Areazione: tramite piccoli, ma numerosi fori oppure, ed è preferibile, applicando una retina resistente su un lato o sul coperchio.
  • Per evitare la fuga, oltre a rendere il più sicuro possibile il coperchio, si può applicare uno strato di sostanze oleose in modo da impedire l’arrampicata sulla parte superiore delle pareti.

Parametri ambientali:

  • la temperatura dovrebbe aggirarsi sui 25-30°C per ottimi risultati riproduttivi, ma la maggior parte degli esemplari possono sopravvivere anche a 10-15°C. A queste basse temperature la riproduzione si arresta, così come la crescita degli animali.
  • l’umidità non deve essere eccessiva: la disidratazione è raramente un problema per queste blatte, in quanto sono ben capaci di trattenere i liquidi assunti con la dieta. Il 50-60% di umidità è un valore più che idoneo. Valori superiori facilitano la proliferazione delle muffe, organismi pericolosi per le blatte.
  • non è necessaria illuminazione, ma potrebbe essere preferibile far avvertire l’alternanza dì/notte.

Alimentazione delle Gromphadorhina

La dieta di queste blatte può essere molto varia. Gradiscono croccantini per cani/gatti, avanzi di pane, biscotti e cereali, pellet per uccelli, fiocchi o pellet per pesci etc. Il cibo secco va lasciato sempre a disposizione in una ciotola. Nell’altra ciotola prima menzionata va fornito il cibo umido: tantissime verdure e frutta, erbe etc. Il cibo umido può ammuffire se lasciato più giorni, è quindi necessario proporre alla colonia razioni calcolate per il consumo in giornata. Alcuni esempi di cibo umido: bucce o fette di mela, esterno delle carote (la parte che normalmente si getta), verdure a foglia.

Acqua? Non è indispensabile un abbeveratoio, tuttavia per grandi colonie si può pensare all’uso di un beverino per uccelli opportunamente modificato: nel beccuccio si pone un batuffolo di cotone o carta, in modo da salvare le piccole blatte da possibile annegamento. Spesso questa soluzione porta più danni che benefici, ovvero innalza troppo l’umidità.

Riproduzione delle Gromphadorhina

La riproduzione di queste blatte è semplice ed avviene tutto l’anno.

I maschi si riconoscono per la presenza di due rigonfiamente vicino al capo, sul pronoto, simili a corna, assenti nelle femmine. Effettivamente le usano come armi negli scontri tra maschi: soprattutto di notte, due o più maschi si colpiscono di testa come forma di lotta. Non è qualcosa di violento e pericoloso, in quanto difficilmente si feriscono; ciò che è certo è che producono parecchio rumore e possono far crollare instabili strutture di cartone.

Le femmine sono spesso più grandi dei maschi.

Queste rilasciano da 20 a più di 50 piccoli per volta. Le uova vengono trattenuto all’interno del corpo così da essere protette, sono infatti animali ovovivipari.

Un evento curioso riguarda l’areazione delle uova, che avviene con l’estroflessione delle stesse. Si presentano unite in file, di colore giallastro.

Alla nascita misurano meno di un centimetro, sono molto appiattite tanto da riuscire a passare per la maggior parte delle fessure. Impiegano anche 8-10 mesi per raggiungere le dimensioni finali.

Esplusione prematura delle uova? Può succedere di rinvenire delle fila di uova abbandonate. Purtroppo  è un’eventualità nemmeno così rara in questi animali. Può avvenire per stress, uno spavento, problemi nelle condizioni ambientali…

Ulteriori informazioni

Le blatte Gromphadorhina portentosa sono piuttosto longeve, possono infatti superare i 3-4 anni di età. Pare che alcuni esemplari abbiano raggiunto addirittura i 5-6 anni. Molto dipende senz’altro dalle condizioni di allevamento, in particolare dalla temperatura. Come è noto, il caldo velocizza il metabolismo e riduce l’aspettativa di vita.

In genere le Gromphadorhina vengono allevate come blatte ornamentali. Per gli appassionati sono senz’altro animali particolari, tuttavia buona parte degli allevatori le utilizza (anche) come cibo vivo. Precisamente, la buona quantità di neanidi prodotte e la loro tenerezza, intensa proprio come mancanza di spessi strati di chitina, risulta una combinazione ideale nell’ottica di nutrire piccoli rettili o altri animali insettivori.

 

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