Panagrellus

Panagrellus è un genere di piccoli vermi molto conosciuto in acquariofilia e acquacoltura sotto il nome di microworms.

Dimensioni:  50×1000 µm

Reperibilità: possibile presenza in natura, difficile la determinazione.

Panagrellus microworms

Kingdom Animalia
Subkingdom Bilateria
Infrakingdom Protostomia
Superphylum Ecdysozoa
Phylum Nematoda
Class Chromadorea
Order Rhabditida
Family Panagrolaimidae
Genus Panagrellus

Species Panagrellus dorsobidentata
Species Panagrellus dubius
Species Panagrellus ludwigii
Species Panagrellus pycnus
Species Panagrellus redividus

Recuperato [11, 10, 2018], dal database on-line del Sistema informativo tassonomico integrato, http://www.itis.gov

 

Al genere Panagrellus appartengono i nematodi presenti in commercio sotto le denominazioni microworms, walterworms e bananaworms. Non vi è un certo collegamento con determinate specie, sia per identificazione incerta, sia per non universale accettazione della nomenclatura in merito.

Habitat

Presente nel terreno umido.

Utilizzo in acquacoltura

I Panagrellus sono ampiamente utilizzati in ittiocoltura come cibo vivo per avannotti di pesci d’acqua dolce. Vi sono esperienza di impiego con gamberi marini carnivori.

Metodi di coltura

L’allevamento di Panagrellus si sviluppa in contenitori bassi e larghi su cui viene steso un substrato nutritivo composto da cereali e farine, bagnato con acqua e addizionato con lievito da cucina Saccharomyces cerevisiae.

La composizione specifica del substrato riveste un ruolo poco determinante: sia l’uso di farine, sia quello di fiocchi di mais, sia di cereali tritati o crusta portano a buoni risultati. Di maggiore importanza è l’alimento vero e proprio: il lievito. Esso va dosato anche più volte a settimana semplicemente spolverandolo o sciogliendolo prima in poca acqua. La seconda soluzione è d’aiuto in caso di colture troppo asciutte. Il lievito, oltre a nutrire gli animali, sembra prevenire la formazione di muffe dannose.

Dosi substrato: 50-100 g di secco su 100 cm2

Dosi lievito: 0,5 g su 100 cm2

La consistenza del substrato non è vincolata a esigenze specifiche dei Panagrellus, piuttosto a necessità di prelievo. Un substrato pastoso poco umido non permette ai vermi di muoversi verso le pareti asciutte e dunque ne ostacola il prelievo.  Un substrato troppo liquido potrebbe in alcuni casi sortire il medesimo effetto. Un buon substrato, invece, non appare nè troppo liquido nè pastoso, bensì consente ai vermi di allonarsi da esso attraverso le pareti senza comportare un calo eccessivo di umidità relativa, che causerebbe l’essiccamento degli animali.

La temperatura adatta è di 18-25°C, con ideale attorno a 20-23°C.

Il contenitore va protetto dall’ingresso di insetti, specialmente ditteri come mosche e drosofile. Esse vi depongono le uova e le larve, sebbene utilizzabili come alimento, tendono a compromettere la coltura liquefando rapidamente il pabulum (substrato). Un panno costituisce la soluzione più pratica per coprire il contenitore.

I vermi Panagrellus sopravvivono e proliferano anche in scarsità di ossigeno. Colture a chiusura emertica potrebbero mantenersi vitali per diverso tempo.

Il prelievo si effettua con un pennellino o un bastoncino sui bordi del contenitore.

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