Gammarus: accrescimento nati fine inverno/inizio primavera 2018

Gammarus: accrescimento nati fine inverno/inizio primavera 2018

L’accrescimento dei giovani Gammarus si può attuare in contenitori semi sterili, senza allestimento, in modo da poter rimuovere sistematicamente avanzi e detrito così da ridurre la proliferazione di batteri al minimo e mantenere (anche grazie all’areazione artificiale) la massima concentrazione di ossigeno possibile.

L’alimentazione in questa fase è abbastanza varia e predilige derivati animali composti in maggioranza da materiale proteico, così da stimolare la crescita. Alterno vegetali essiccati (zucchina), mangime secco MRA, spirulina, pezzi di pesce decongelato.

Quattro delle varie vasche d’accrescimento

 

Regolazione flusso d’aria

Gammarus taglia s

Gammarus taglia m

Nuovo Gammarus in allevamento: Gammarus oceanicus

Nuovo Gammarus in allevamento: Gammarus oceanicus

Nuovo Gammarus in allevamento

Oltre al Gammarus d’acqua dolce, di torrente, ho iniziato ad allevare i Gammarus oceanicus, una specie di anfipode marino proveniente dalle aree costiere dell’oceano artico. Si tratta di una specie semplice da

mantenere e si riproduce analogamente ai congenerici.

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Gammarus oceanicus

 

Il vantaggio dei Gammarus oceanicus risiede nella possibilità di allevarli direttamente in acquario: se non nella vasca principale, sicuramente nel refugium, filtro ad alghe o cripta.

Non sono molto più grandi dei Gammarus di torrente, mentre la colorazione differisce: i Gammarus oceanicus presentano una livrea di due tonalità differenti ben distinte.

Il mio gruppo riproduttivo iniziale conta poco più di una ventina di esemplari e prevedo di portare la colonia a qualcosa meno di mille individui, prima di cominciare le somministrazioni in acquario.

Questi animali costituiscono pasti sostanzioni per molti sclerattinie e polipo grande e, senza dubbio, a numerose specie di pesci marini. Li apprezzano anche le attinie, indistintamente tropicali o mediterranee. Di base non sono diversi dai Gammarus di torrente, ciò che fa la differenza è la tipo di allevamento.

 

 

 

 

 

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Gammarus oceanicus in gruppo

 

Gammarus, riproduzione e cura dei giovani

Gammarus, riproduzione e cura dei giovani

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Gruppo riproduttivo di Gammarus

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Minuscoli Gammarus al momento della raccolta

Le cure per i giovani Gammarus appena nati

La riproduzione dei Gammarus avviene tutto l’anno, purchè le temperature e la disponibilità di cibo siano abbastanza favorevoli. Sopra i 10°C indicativamente la riproduzione dei Gammarus è regolare.

I Gammarus nati da poco appaiono già identici agli adulti e tendono a radunarsi assieme in zone riparate o in superficie, dove possono essere agevolmente raccolti e trasferiti in un piccolo acquario o contenitore per l’accrescimento. Si possono lasciare assieme ai genitori senza alcun problema di predazione, tuttavia le cure specifiche portano a miglior risultati riproduttivi.

 

Personalmente allevo i piccoli in contenitore di 5-10 litri, uso acqua prelevata da un bonsai pond quindi non sterile come quella del rubinetto, non utilizzo substrato, ma inserisco una pallina di alga verde filamentosa coltivata appositamente.

 

La dieta dei piccoli Gammarus è basata sull’alga verde, mangime di mia produzione e vegetali essiccati.

 

 

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Minuscoli Gammarus al momento della raccolta

Piccola vasca con alga verde per crescere giovani Gammarus

 

Gammarus d’acqua dolce, tra temperatura e ossigenazione

Gammarus d’acqua dolce, tra temperatura e ossigenazione

 

cof

 

I Gammarus sono dei piccoli crostacei d’acqua dolce dell’ordine degli anfipodi.

I Gammarus prettamente d’acqua dolce sono generalmente legati ad acqua fresche ed ossigenate, ambiente per loro ideale. Si rinvengono spesso in habitat caratteristici: ruscelli, torrenti, vecchie fontane e fossati ai piedi delle colline.

Comune a tutti i biotopi dei Gammarus è la temperatura e la presenza di detrito edibile. In natura quest’ultimo tende ad accumularsi, specialmente in estate ed autunno.

 

I depositi sono sede di grande attività batterica che rappresenta un consumo di ossigeno molto significativo. Se ciò si verificasse in acqua calda e ferma, dove gli scambi gassosi con l’atmosfera sono scarsi e la solubilità dell’ossigeno ancora di più, per i Gammarus ci sarebbero poche speranze e l’asfissia diventa un rischio sempre maggiore.

Talvolta questa non è causata da diretta mancanza di ossigeno, ma da una concentrazione troppo elevata di CO2; in ogni caso i sintomi sono gli stessi: i gamberetti tentano di fuggire dall’acqua arrampicandosi sugli argini o sugli steli emersi della vegetazione. Per qualche ora la pellicola d’acqua che li ricopre è sufficiente per permettere la respirazione.

 

In allevamento possiamo modificare a nostro piacimento i parametri e le caratteristiche ambientali. Ad esempio si può ridurre al minimo la presenza di detrito, cioè fornire alimenti consumabili in qualche ora (o in giornata). Così facendo l’attività batterica sulle fonti alimentari dei Gammarus è minima.

In questo modo il consumo di ossigeno / rilascio di CO2 sono proporzionati direttamente al numero di esemplari di Gammarus. Per completezza vanno considerate le colonie batteriche che attuano l’elaborazione di ammonio e nitrito, ma essendo anch’esse legate alla presenza degli animali non influiscono in modo imprevedibile.

 

Detrito minimo e cibo dosato sono quindi la combinazione migliore per tenere popolazioni più numerose di Gammarus senza aerazione forzata, ma oltre a ciò è bene valutare il rapporto tra volume d’acqua, n° animali e superficie. E’ infatti la superficie ad essere determinante poichè in assenza di vegetazione è l’unico sistema con cui l’acqua si ossigena spontaneamente.

 

 

Quale rapporto tra n° di Gammarus e superficie?

Riguardo al rapporto tra numero di Gammarus e superficie della vasca vi possono essere tante opinioni e ipotesi basate un riscontro reale o eventualmente tesi supportate da test sul variare dell’ossigeno disciolto, per esempio. 

Personalmente nelle mie vasche semi-sterili (solo substrato minerale oppure senza) non munite di tecnica mantengono concentrazioni inferiori ai 900-1200 esemplari al metro quadrato. In altri numeri in una colonia piccola in fusto da 5 L con base di 15,5 cm di lato vi tengo oltre 20 esemplari (a volte fino a 40), in vasche 55×40 cm  circa 150-250, in 60×80 cm oltre mezzo migliaio. Sono chiaramente dati indicativi da prendere solo come ordine di grandezza, sommariamente.

 

 

I Gammarus si possono alloggiare in tanti modi,  ma tenere in considerazione come la temperatura e l’ossigenazione effettiva possano non essere sempre collegate, rendendo quindi la prima un parametro meno critico, è senz’altro un aiuto nell’approcciarsi ad allevare Gammarus d’acqua dolce.

 

 

 

Per ulteriori informazioni sui Gammarus e relative temperatura – ossigenazione mi si può scrivere a info@matteorancan.com