Turbatrix

Dimensioni:  800-1000 µm

Reperibilità: potenzialmente presente come contaminante negli impianti per la produzione dell’aceto non a norma o domestici. Non ci sono evidenze di effetti dannosi, tuttavia nell’aceto commercializzato ne è vietata la presenza. In commercio si reperiscono facilmente starter specifici.

Turbatrix aceti

Tassonomia

Kingdom Animalia
Subkingdom Bilateria
Infrakingdom Protostomia
Superphylum Ecdysozoa
Phylum Nematoda
Class Chromadorea
Order Rhabditida
Family Panagrolaimidae
Genus Turbatrix

Species Turbatrix aceti

Recuperato [11, 10, 2018], dal database on-line del Sistema informativo tassonomico integrato, http://www.itis.gov

Habitat

L’anguillola dell’aceto Turbatrix aceti vive nella frutta fermentata, potenzialmente presente in alcuni suoli.

Utilizzo in acquacoltura

Turbatrix è utilizzata come alimento per avannotti di pesci d’acqua dolce. E’ conosciuta prevalentemente nel circolo acquariologico.

Metodi di coltura

La coltura di Turbatrix è molto facile ed economica.

E’ necessario un contenitore con acqua di rubinetto e aceto in rapporto 50-50 circa. Preferibile l’aceto di mele. Per sostentare la coltura, ovvero per fornire risorse ai batteri di cui si cibano le anguillole, è comune l’addizione di zucchero in ragione di 1 g/5 lt e-o pezzi di mela. Circa 1/2 mela piccola in 5 litri.

L’inoculo di anguillole si aggiunge qualche giorno dopo la preparazione dell’ambiente, in modo che la carica batterica sia aumentata. Successivamente le anguillole presentano un tasso di crescita abbastanza veloce e i primi prelievi possono esser effettuati dopo 2-3 settimane a temperatura ambiente.

La sopravvivenza di Turbatrix rientra in una forbice di temperatura da 4 a 30°C circa, mentre il rischio di collasso aumenta con temperature superiori.

Una singola coltura può avere una durata da 6 a 12 mesi, raramente di un paio d’anni. Ciò è influenzato da dimensioni ed eventuale aggiunta di cibo, intensità prelievi etc.

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